L’Abruzzo secondo Nomisma

di Redazione

In USA e in Germania il Montepulciano d’Abruzzo è il vino del Centro Sud Italia più conosciuto e consumato.

Il Consorzio Tutela vini di Abruzzo ha presentato i dati dell’indagine condotta dall’Osservatorio Permanente costituito in seno a Wine Monitor Nomisma sulle abitudini dei consumatori in Italia, Germania e USA. Quello che emerge è un quadro confortante per la Denominazione abruzzese, contraddistinta da un buon livello di riconoscibilità e apprezzamento in tre mercati fondamentali per il suo sviluppo.

Riguardo la conoscenza dell’Abruzzo tra il pubblico italiano il 65% degli intervistati ha dichiarato di averlo visitato almeno una volta, associandolo a keyword gastronomiche (‘arrosticini’ e ‘buon cibo’) e territoriali (‘mare’ e ‘montagne’). Ad attrarre un italiano su cinque sono ‘parchi/riserve naturali’ e ‘borghi/città d’arte’. Il vino è la sesta motivazione di viaggio, con il 7% delle citazioni.

In Germania il 56% degli intervistati conosce la regione e il 7% l’ha visitata negli ultimi 5 anni, ritenendola la decima regione italiana per la produzione di vini di qualità. Valori simili segnano i consumatori americani, fatto salvo il grado di conoscenza della regione, fermo al 25%.

L’83% dei consumatori italiani conosce la denominazione, con il 43% di questi che la cita spontaneamente allorché chiamato a indicare il nome di un vino abruzzese. Questa percentuale scende al 45% in Germania e al 24% negli USA. In questi due ultimi paesi è il quarto vino rosso italiano più citato spontaneamente dagli intervistati. I primi due attributi del Montepulciano d’Abruzzo, secondo i consumatori dei tre paesi, sono ‘tradizionale/classico’ ed ‘espressione dell’eccellenza italiana’.

Il Montepulciano d’Abruzzo conta su una consumer base di 18 milioni di persone in Italia (pari al 55% dei consumatori di vino), 6 milioni in Germania (18%) e 3 milioni tra New York, Texas e California (10%).

In Italia il consumo di Montepulciano d’Abruzzo è prevalentemente domestico, con il 43% degli intervistati che lo beve in casa, prevalentemente durante i pasti (68%). Tra chi lo consuma fuori casa, la bottiglia (70%) prevale ampiamente sul consumo by the glass (30%). In Germania, l’occasione più gettonata è quella del dopo cena, fuori dai pasti. Negli Stati Uniti lo si consuma prevalentemente fuori casa: il 25% lo beve al ristorante.

La scelta d’acquisto del Montepulciano d’Abruzzo è influenzata dai consigli del sommelier/negoziante soprattutto in Italia, dove il 27% sceglie in base al suggerimento. Questo valore scende al 22% in Germania e al 19% negli USA, soppiantato dalla notorietà del brand che incide rispettivamente per il 26% e il 25%. In Germania (39%) e negli USA (43%) le degustazioni nei punti vendita e nei ristoranti sono il canale privilegiato per stimolare la conoscenza dei vini abruzzesi. In Italia, causa la vicinanza geografica, è il viaggio enogastronomico il mezzo migliore per scoprire la regione e il suo patrimonio enologico.

Il 20% di tedeschi e americani concordano sugli fatto che l’origine italiana è l’attributo distintivo che può far crescere notorietà e consumi del Montepulciano. Seguono il concetto di storia/tradizione negli Stati uniti (17%) e la sua origine da uve di Montepulciano in Germania (15%).

A commentare i dati ci pensa Valentino Di Campli, Presidente Consorzio Vini Abruzzo: “Tante sono le potenzialità dell’Abruzzo del vino che vanno ancora esplorate ed esaltate. La nostra sfida è quella di sostenere le aziende, supportando la diffusione a livello nazionale e internazionale dei vini abruzzesi e in particolare della Denominazione per eccellenza, il Montepulciano d’Abruzzo. Lavoriamo per migliorarne inoltre il posizionamento, facendo leva sul binomio vino e territorio d’origine. La vitivinicoltura oggi è senza dubbio il comparto più importante – conclude Di Campli – nell’ambito della produzione agricola regionale e il Montepulciano conferma di essere un volano fondamentale per la crescita del settore”.

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