La filiera si divide sul Vinitaly 2020

di Redazione

Da nord a sud si moltiplicano i contrari alla fiera veronese, a favore della quale si schiera la Coldiretti.

Dopo che il DG Mantovani ha annunciato una decisione definitiva sulla 54° edizione del Vinitaly entro Pasqua, la parola è passata alla filiera italiana, dalla quale si levano molteplici voci, spesso di segno opposto. Se Coldiretti si schiera apertamente a favore della fiera dall’altro si sta compattando un fronte del ‘no’ ben deciso a far valere le proprie posizioni.

La più importante associazione di rappresentanza agricola italiana ritiene infatti che, in un momento dove l’export di vino italiano ha raggiunto il suo record “Il Vinitaly può segnare il momento della riscossa del Made in Italy nel mondo una volta superata l’emergenza Coronavirus. Il vino – continua la Coldiretti nella sua nota – si classifica come il prodotto agroalimentare più esportato nel mondo, utile a ricostruire un clima di fiducia nei confronti della nostra produzione agroalimentare di qualità

Dall’altra parte c’è una fetta crescente della filiera convinta che non esistano le condizioni per realizzare il Vinitaly. Dopo il no già espresso dalla Fivi un’altra bocciatura giunge da Federvini, che per bocca del suo Presidente Piero Mastrobernardino dichiara come “I collegamenti internazionali inibiti non garantiscono le condizioni per assicurare agli espositori e ai partecipanti un evento di livello internazionale nel solco della storia di Vinitaly. La professionalità e l’autorevolezza di Veronafiere vanno convogliate verso iniziative di rilancio del settore

Posizione questa ribadita anche da 5 Consorzi pugliesi (Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria Doc e Docg, Consorzio di Tutela Vini Dop Salice Salentino, Consorzio dei Vini Doc Gioia del Colle, Consorzio per la Tutela dei vini Doc Brindisi e Squinzano e Consorzio di Tutela Vini Castel del Monte Doc e Docg), secondo i quali “Non ci sono le condizioni necessarie per garantire un evento di livello e qualità e risonanza internazionali, come gli standard di Vinitaly stesso ci hanno abituati. I principali buyer internazionali – continuano i Consorzi – ci hanno espresso disinteresse per un’edizione estiva di Vinitaly. D’altronde, l’anno commerciale è già in corso, le nuove annate vengono presentate in questi giorni, con invio di campioni e listini”.

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