Il Brunello chiede lo stato di calamità

di Redazione

Sostegno finanziario e promozione internazionale alla base della risposta suggerita dal Consorzio ilcinese per uscire dalla crisi.

Il prolungamento delle misure di lockdown imposte dal Governo al settore ristorativo ed enoturistico si ripercuote inevitabilmente su quella parte della filiera vitivinicola che trova nell’Horeca e nelle visite la sua principale fonte di ricavo. Si capisce così facilmente la preoccupazione che attraversa la filiera vitivinicola di Montalcino, che, per il tramite del Consorzio di tutela, si appresta a chiedere lo stato di calamità alla Regione Toscana.

Quella del Brunello è un’alta fascia produttiva che si distingue per basse rese e massimo valore aggiunto, e per cui le principali misure nazionali allo studio per combattere la crisi, come la vendemmia verde e la distillazione, non risultano efficaci” così il rappresentante dell’ente di tutela si è rivolto all’Assessore all’Agricoltura regionale, Marco Remaschi, invitandolo a una serie di misure idonee a superare l’emergenza. Tra queste, la dichiarazione dello stato di calamità naturale per tutta la Toscana, con accesso al Fondo di solidarietà nazionale e l’attivazione del Mediocredito Toscano a garanzia dei provvedimenti del Governo in materia di proroga di mutui e debiti.

In questa fase di grave crisi per il vino toscano – continua Bindocci – il nostro ente non abdica al suo ruolo guida anche nel campo della promozione. Siamo infatti convinti che questa non sia una crisi strutturale, ma una difficoltà congiunturale generata dal Covid-19 cui contrapporre, assieme a un’adeguata dotazione creditizia, una reazione forte basata sulle attività di promozione e marketing a supporto del brand Montalcino e delle sue produzioni. L’obiettivo – conclude il Presidente – è mettere in sicurezza le aziende e allo stesso tempo prepararci nel migliore dei modi al ritorno della domanda”.

A questo proposito il Consorzio sottolinea la necessità di modificare le norme attuative dei programmi Ocm e Psr attraverso una proroga di 18 mesi del termine delle azioni previste, consentendone una rimodulazione ed eventualmente una rinuncia all’investimento senza penali da parte delle imprese. Servirà inoltre rinnovare per altri 3 anni la misura di promozione relativa ai Piani di sviluppo rurale anche con stanziamenti specifici riservati ai consorzi di tutela, oltre alla richiesta di ripristino di una quota regionale extra (20%) in aggiunta al 50% garantito da fondi Ue sulla misura Ocm Promozione Paesi terzi.

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