L’anno nero degli agriturismi italiani

di Redazione

Il lockdown costerà un miliardo di euro alle aziende enoturistiche italiane, con ripercussioni anche sulla vendita diretta.

Ismea conferma la crisi del settore enoturistico già denunciata da Confagricoltura in seguito ai dati pasquali. Il protrarsi delle limitazioni agli spostamenti durante il periodo estivo avrà inoltre pesanti ripercussioni sulle vendite dirette di vino, divenute negli anni fonte di liquidità ad alto tasso di remunerazione per migliaia di cantine italiane.

Rispetto agli 800 milioni indicati da Confagricoltura, Ismea rivede al rialzo le perdite che graveranno sul settore nel 2020, stimandole in 970 milioni, che equivalgono al 65% del fatturato. Tale perdita è frutto in primis del tracollo della domanda internazionale, prima voce di fatturato per gli agriturismi con un 59% dei pernottamenti complessivi, che si traduce in mancati incassi stimabili in circa 700 milioni di euro. A questa componente si aggiunge la caduta della domanda interna, con perdite stimabili in circa 200 milioni di euro. Sempre da un punto di vista della domanda interna si devono considerare ulteriori 70milioni di euro di mancati incassi, derivanti dalla cancellazione delle visite nei 1500 agriturismi che sono anche fattorie didattiche, fruite dai segmenti scuola e famiglia, e concentrate prevalentemente nei mesi di aprile e maggio.

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