Il futuro della Sicilia è Bio

di Redazione

200 giornalisti hanno partecipato alla prima edizione on-line dell’En Primeur siciliana, che ha sottolineato la vocazione alla sostenibilità della Trinacria.

Il coronavirus non risparmia nemmeno la Sicilia e costringe la stampa nazionale e internazionale a vivere l’En Primeur 2020 tramite un webinar durante il quale Alessio Planeta, Presidente di Assovini Sicilia, e Antonio Rallo, Presidente del Consorzio DOC Sicilia hanno illustrato dati e prospettive future della viticoltura locale.

È emerso così che l’isola vanta oggi il più grande vigneto bio d’Italia (30.660 ettari), pari al 29% del totale regionale, di poco superiore ai 106 mila ettari. (dati Sinab al 31/12/2018). Grazie alla crescita delle produzioni etnee, la regione è anche la seconda in Italia per superficie vitivinicola di montagna e la prima per quella collinare, pari al 65% dell’intera superficie vitata.

Nell’ambito della Doc Sicilia – dichiara Antonio Rallosono state prodotte 95 milioni bottiglie, il 19% in più rispetto al 2018. Il Nero d’Avola guida la crescita con un +27%, seguito dallo Zibibbo, cresciuto del +17%. Ci conforta inoltre il ridotto impatto del Covid-19 sui nostri vini, che hanno segnato un calo medio delle vendite dell’11%, a fronte di un trend nazionale che si assesta sul 35/40%”.

Ad Alessio Planeta il compito invece di tracciare la rotta futura “La nuova sfida di Assovini sarà impegnarsi attivamente per sviluppare e comunicare i valori del vino siciliano ed in particolare la natura sostenibile delle proprie produzioni. Oltre ad avere il più grande vigneto bio d’Italia, abbiamo anche una natura ed un paesaggio vocati alla sostenibilità come nessun altro territorio. È ora di mettere il campanile della sostenibilità al centro del villaggio”.

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