Le Città del Vino credono nel turismo sostenibile

di Redazione

L’Associazione guidata da Floriano Zambon crede che la prossima sarà l’estate del turismo lento, libero e sicuro.

L’Associazione Nazionale Città del Vino ha presentato in webinar il ‘XVI Rapporto sul Turismo del Vino in Italia’, che, nell’evidenziare le buone performance dell’enoturismo nel corso del 2019, ha affrontato il delicato tema delle prospettive future di uno dei settori più compromessi dalla pandemia globale.

Elaborato in collaborazione con lo staff del Corso di ‘Wine Business’ dell’Università di Salerno, il rapporto ha indicato una complessiva crescita del settore, con gli enoturisti aumentati del 7% (da 14 a 15 milioni) e una corrispondente crescita di fatturato del 6% (da 2,5 a 2,65 miliardi di euro).

A preoccupare è però l’anno in corso, durante il quale si sconteranno gli effetti del Covid-19, che l’associazione suggerisce di contrastare con un’offerta sempre più in linea con gli emergenti trend di sostenibilità ambientale, economica e sociale. A favore della ripresa gioca secondo l’associazione anche l’elevato livello di qualità dell’accoglienza, che favorisce la ripresa grazie a condizioni ambientali, strutturali e di lunga esperienza per una nuova idea di turismo lento, piacevole, sicuro e di prossimità.

Va bene lo sviluppo di servizi e contenuti virtuali che la rete digitale ci può offrire ma parallelamente dobbiamo lavorare su una nuova accessibilità dei territori: ambienti concreti e reali che vanno resi più fruibili e sicuri – ha dichiarato il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon -. Lo sviluppo enoturistico non può ricadere soltanto sulle spalle e sulle risorse dei produttori. Anche le istituzioni locali devono essere messe in condizioni d’esercitare il loro ruolo oggi più strategico che mai per lo sviluppo di un turismo del vino ancora più intelligente, sostenibile e rassicurante. Ciò che chiediamo – conclude Zambon -è di estendere e rendere più incisive la detraibilità o almeno la deducibilità della spesa turistica delle famiglie. Ma soprattutto stanziare nuovi fondi, necessari a riqualificare e promuovere i territori”.

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