Il 40% delle aziende toscane rischia la chiusura

di Redazione

A lanciare l’allarme è il presidente del Consorzio Chianti, che invita il mondo del vino regionale a una mobilitazione generale.

Tra le voci più risolute in questo periodo di crisi c’è sicuramente quella di Giovanni Busi, che è più volte tornato sull’argomento coronavirus invitando Governo e sistema bancario a sostenere la filiera vitivinicola. Il Presidente del Consorzio Chianti è tornato a farsi sentire, denunciando i rischi che l’intera Toscana del vino corre in seguito alla pandemia.

Siamo rimasti soli. Nonostante gli annunci del Governo le nostre aziende stanno cercando di superare questa crisi senza precedenti facendo affidamento esclusivamente sulle proprie forze. In un momento come questo però non ci aspettavamo che la distanza fra i problemi delle imprese e le Istituzioni fosse così abissale” ha spiegato Busi, che continua “Il tempo è finito e non c’è più possibilità di andare avanti. Se si continua così, senza alcun sostegno, nei prossimi mesi il 40% della Toscana sarà in vendita. Chiuderanno aziende grandi e piccole, blasonate o meno”.

È arrivato il momento – ha concluso il presidente – di mobilitare tutto il mondo del vino toscano per farci ascoltare. In questa fase non possiamo permetterci il lusso di restare ancorati ai soliti campanili. Per la Toscana il mondo del vino rappresenta una componente imprescindibile per il rilancio dell’economia regionale”.