Symbola racconta i Piccoli Comuni e Cammini d’Italia

di redazione

La Fondazione guidata da Ermete Realacci presenta un viaggio attraverso la cultura e il patrimonio enogastronomico italiano.

Fondazione Symbola e IFEL hanno presentato il progetto ‘Piccoli Comuni e Cammini d’Italia’, che punta a rivelare il valore e la ricchezza dei piccoli comuni (si considerano tali quelli con meno di 5.000 abitanti) al cui interno passano i Cammini d’Italia, network di percorsi che collega tradizioni, natura e bellezza, economia a misura d’uomo e agroalimentare.

Realizzato con il patrocinio di Mibact, ANCI, UNCEM, Federparchi, FAI, Touring Club Italiano, Coldiretti e Legambiente, ‘Piccoli Comuni e Cammini d’Italia’ è un viaggio composto da 44 itinerari lungo l’intera penisola. I suoi 15.400 km attraversano 1.435 comuni, di cui 944 piccoli, e incontrano oltre 2.000 beni culturali e 179 produzioni Dop/Igp, l’86,6% delle quali nei piccoli comuni.

I Cammini sono una occasione di promozione turistica e culturale per città d’arte e realtà territoriali capaci di cogliere le opportunità della legge 158/2017 sui Piccoli Comuni, nota come legge Realacci, che mira a promuovere le produzioni artigianali ed enogastronomiche e il recupero dei centri storici. Queste sono condizioni fondamentali per rispondere a una domanda turistica destinata a crescere, in conseguenza dell’epidemia da Covid-19.  Il progetto vuole rafforzare il ruolo dei piccoli comuni e delle loro comunità, fondamentali per ottenere riconoscimenti come quello conferitoci nel 2019 da The Spectator index, secondo il quale la cultura italiana è la più influente al mondo, e rappresenta il potente e suggestivo retroterra del Made in Italy.

Cogliere le potenzialità dei Cammini d’Italia in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando – dichiara Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola – significa rafforzare il ruolo e il presidio dei piccoli comuni, di istituzioni e comunità locali. Tradizioni, cultura, bellezza, coesione, innovazione e creatività sono le chiavi di un’economia più a misura d’uomo sulla quale il Manifesto di Assisi ci invita a scommettere per affrontare le sfide del nostro tempo”.

Tutta l’Italia – dichiara Guido Castelli, presidente della Fondazione IFEL – deve ritrovare la strada della crescita e dello sviluppo. È vitale farlo soprattutto nei territori interni e nei piccoli Comuni. Il turismo è il loro settore di punta. Questo insieme di percorsi, comunità, identità, tradizioni deve diventare un unico sistema di offerta. Una rete di attrazioni di bellezze che deve diventare conosciuta e facile da visitare”.

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