Da Qualivita le cinque parole per il rilancio delle Dop e Igp

di Redazione

Successo per il meeting virtuale organizzato da Qualivita con oltre duecento Consorzi di tutela italiani, esperti del settore e istituzioni a confronto per programmare la ripartenza.

Creatività, Innovazione, Tutela, Comunità e Sano sono i topic per il rilancio dei prodotti di qualità nella fase post Covid-19. È quanto emerge dal meeting organizzato da Qualivita, al quale hanno partecipato oltre duecento tra rappresentanti dei Consorzi di Tutela ed esperti di comunicazione.  I lavori, aperti dal presidente della Fondazione Qualivita, Cesare Mazzetti, hanno insistito sulla necessità di individuare una strategia di intervento comune, sintetizzata dal direttore Mauro Rosati, che nel ricordare il potenziale della rete dei Consorzi ha affermato che essi possono diventare un “megafono delle iniziative del Governo e delle Regioni nelle campagne istituzionali”.

Ospite d’eccezione il sottosegretario degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Manlio Di Stefano, che ha sottolineato come “Fondazione Qualivita, OriGIn Italia, Federdoc e i Consorzi di tutela possano essere protagonisti di primo piano anche nella nuova fase di rilancio economico dopo la crisi più acuta dell’emergenza Coronavirus. L’agroalimentare è uno dei settori trainanti dell’economia italiana e uno dei principali fattori di attrattività del nostro Paese nel mondo, mettendo l’accento sulle specificità del nostro territorio e facendo della qualità e della comunicazione della qualità la propria bandiera”.

È stato Massimo Bray, direttore dell’istituto Enciclopedia Treccani, a individuare le cinque le parole chiave su cui basare il rilancio del wine&food “Creatività, innovazione, tutela, comunità, sano “Siamo convinti che le eccellenze e le tipicità enogastronomiche, che sono tra le più importanti risorse su cui può contare il nostro Paese, costituiscano sì le nostre radici, la nostra tradizione, ma anche la nostra speranza e la nostra sicurezza in questo momento di difficoltà”.

Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc lancia una provocazione “Si parla sempre dell’aumento dell’Iva, ma se nella ristorazione fosse abbassata per un determinato periodo legato a questa emergenza? Serve essere concreti perché i nostri territori sono in difficoltà. Per questo Federdoc è in attesa che il governo faccia proprie le misure di sostenibilità che sono già pronte”.

Infine Giuseppe Liberatore, direttore di Valoritalia, ha affrontato il tema della certificazioneLa tracciabilità è un punto vincente dell’Italia rispetto al resto del mondo. Questo è una ricchezza che deve essere maggiormente comunicata a livello internazionale perché può essere di aiuto ai mercati e ai consumatori. Basti pensare che il 67% delle aziende ritiene che la certificazione sia fondamentale, addirittura per l’86% del consumatore diventa elemento indispensabile”.