La Valpolicella vira sull’Italia e differenzia i canali

di Giambattista Marchetto

Le aziende spostano l’attenzione sul mercato domestico (anche europeo) e spingono sulla differenziazione

Si dovranno attendere i dati di giugno e luglio per avere un quadro completo della situazione, ma già adesso c’è un’idea chiara e netta di quello che potrebbe esser l’impatto sulla Valpolicella del vino. “Abbiamo una suddivisione per numeri fra aziende molto grosse presenti anche in gdo e aziende medie che lavorano principalmente o esclusivamente con l’horecariferisce la direttrice del Consorzio di tutela Olga BussinelloPer quel 60% delle aziende che opera nell’horeca si può dire con buona approssimazione che la perdita media a fine maggio si assestava al 30%. Poi c’è chi ha perso molto, chi ha perso meno, chi ha perso tutto. Una parte della denominazione ha invece lavorato bene con la gdo e anche con l’estero, perché tra febbraio e marzo molti distributori hanno fatto scorte in vista dei blocchi”.

olga bussinelloEcco allora che i dati dei primi quattro mesi dell’anno in qualche modo sono positivi per la denominazione in termini di vendite, imbottigliamenti e giacenza. “Essendo conglobati sono positivi – chiarisce Bussinello – ma dal contatto diretto con le aziende sappiamo che i problemi ci saranno. Enoteche e ristoratori hanno almeno un mese e mezzo di autonomia con le scorte e quindi arriviamo facilmente a luglio con eventuali nuovi ordini. Se poi consideriamo che non ci saranno i turisti stranieri che consumano nostri vini, non ci saranno eventi (si pensi agli ospiti e alla ristorazione pre o dopo Arena a Verona), il quadro imporrà riflessioni profonde a settembre”.

Le riflessioni sulle dinamiche nel medio termine portano a immaginare la prossima vendemmia “contingentata e ridotta a prescindere dalla qualità – spiega la direttrice – Non sarà possibile accumulare nuove scorte e il nostro sistema è talmente complesso, con i tempi di affinamento lunghi, che le cantine rischiano di ingolfarsi. Anche se è positivo che i nostri sono vini di durata e quindi non li molliamo nel tombino dopo un anno”.

Guardando dunque al 2020 e al primo semestre 2021, il Consorzio andrà a concentrare azioni forti sull’Europa perché sarà il primo possibile spazio di ripresa. “E finalmente dovremo tornare a considerare di ricoltivare l’Italia – conclude la direttrice – Finora molti produttori hanno snobbato spesso il mercato interno, invece è il più prossimo e poi gli italiani sono gli unici che considerano il vino come parte della cultura e come abitudine alimentare”. C’è poi un nodo finanziario che potrebbe bloccare molte aziende.

Preoccupazione e cautela, ma non senza un moderato ottimismo sono la base del sentiment delle aziende.

MASI GUARDA ALLA RIPRESA DEL MERCATO INTERNO
Da presidente del gruppo Masi, ma anche da presidente di Federvini, Sandro Boscaini mostra grande prudenza nel valutare ad oggi gli impatti sulla Valpolicella e sul sistema vinicolo italiano. “C’è qualche sprazzo di ripresa per la riapertura dei ristoranti – afferma – ma chiaramente vedremo davvero una ripresa quando riparte il mondo degli affari, tra pranzo ed eventi. sandro boscainiE in più manca il turismo e l’indotto che porta: tra Pasqua e fine ottobre è fondamentale nelle città e nei territori. E poi si sono congelati i consumi negli aeroporti, nelle navi da crociera, nei traghetti. I prodotti di un certo pregio sono i primi a risentirne”.

Lo scenario internazionale non è semplice. La crisi interna è arrivata prima, ma il Nord America è congelato e in Cina ci sono nuovi focolai di Covid19. L’Italia sembra dunque riprendere, ma il mondo è bloccato. “Io ho i dati di uno studio molto accurato di Federvini sul mondo spirits – evidenzia il presidente – La caduta prevista è attualmente del 60% a un anno, per poi stabilizzarsi a un -20% il prossimo anno. Non credo il mondo del vino vada molto lontano, in particolare per i fine wines. Poi certo chi lavora con la quantità in gdo riesce a far bene, ma la fascia premium soffre”.

Masi ha registrato un -7,7% nel primo quarto e “non ci siamo scandalizzati, anzi abbiamo rilevato come sia importante esser presenti in alcuni Paesi con i monopoli perché hanno retto bene – spiega Boscaini – Però aprile e maggio hanno picchiato forte, soprattutto in Italia dove il 20% del fatturato è legato alla ristorazione, con mercati importati come Venezia, Milano e Roma”. Le contromisure adottate dal gruppo sono legate all’online, dove si mantiene il rapporto con i clienti delle Wine Experience, ma si vede giorno dopo giorno come evolve la situazione.

cantina masi

PASQUA VEDE RIPARTENZA A V NEGLI USA
La significativa battuta d’arresto ha intaccato solo parte del mercato multicanale per Pasqua. “L’impatto negativo maggiore è stato ovviamente legato al business horeca e duty free – conferma l’ad Riccardo PasquaControbilanciano questi dati negativi RICCARDO PASQUAuna buona performance da parte dei mercati monopolistici e dalle catene della grande distribuzione italiana e internazionale ben organizzate sull’online e sul ‘curb side pick up’. È ancora presto per quantificare con precisione l’impatto della crisi, avremo bisogno di un altro paio di mesi per avere le idee più chiare”. Nel frattempo però Pasqua ha messo a punto 3 casi: worst, base e best case scenario, per simulare l’impatto sul cash flow di eventuali perdite del giro d’affari o eventuali crediti a rischio.

L’azienda è però ottimista. “Siamo fiduciosi sia nella ripartenza a ‘V’ degli USA, nostro primo mercato, che in una accelerazione in Cina continentale, dove abbiamo una società di importazione, marketing e distribuzione, e dove i nostri partner si aspettano di recuperare gran parte del danno arrecato nella prima metà dell’anno”, dichiara l’amministratore delegato.
Secondo Pasqua, la crisi ha reso il vino consapevole “che la diversificazione paese/canale è strategica nelle fasi critiche. Come effetto post Covid, prevedo anche una certa selezione e di conseguenza concentrazione, sia da parte produttiva che da parte distributiva”.

pasqua cantine

CANTINA NEGRAR GIOCA SUL MULTICANALE
A far la differenza, oggi più che mai, è la struttura commerciale dell’impresa, che premia coloro che hanno diversificato canali di vendita e mercati – premette Daniele Accordini, dg in Cantina Valpolicella NegrarSotto l’aspetto economico, sono daniele accordinicambiate notevolmente le cose, con il blocco totale dei tre nostri punti vendita e del canale horeca, compensato da un incremento di circa il 10-15% del canale gdo, dell’online e dei monopoli esteri”.

Nonostante il desiderio di tornare alla normalità, da Negrar (230 soci che coltivano oltre 700 ettari di vigneti) rilevano come al momento i consumatori tendano ancora a scegliere i vini della fascia più economica. “La crisi ci ha riallineato tutti ai nastri di partenza, sta alla singola cantina gestire al meglio la corsa conquistando la fiducia del consumatore con una qualità elevata e costante e rispondendo con rapidità alle esigenze dei mercati. La vendita online, fino a questo momento generalmente poco utilizzata nel vino, avrà grande crescita. Una voce importante sarà l’enoturismo di prossimità, di cui l’Italia è ricca.

soci cantina negrar

TOMMASI: VINCENTE LA DIVERSIFICAZIONE DI BRAND E CANALI DISTRIBUTIVI
Anche per Tommasi Family Estates l’impatto della crisi Covid19 ha portato un calo di vendite in Italia e all’estero, legato principalmente alla Gdo. “Le scelte strategiche operate in passato come l’acquisizione di tenute in diversi territori, l’ampio portfolio vini e la diversificazione dei canali di vendita sono state scelte premianti, che ci hanno permesso di non registrare cali significativi – specifica però l’enologo del gruppo Giancarlo TommasiIl 50% del nostro mercato è retail e in parte si è mantenuto il trend di consumo, grazie alle vendite in particolare sui mercati con monopolio (Canada, Scandinavia) o dove tommasi giancarlo enologoserviamo grandi catene di liquor store come negli USA. Come tutti abbiamo visto un incremento delle vendite on line, dove siamo partner delle principali piattaforme italiane e internazionali, ma presto avremo una nuova piattaforma dedicata per la vendita dei nostri prodotti in abbinamento a esperienze di degustazione e visita”.

L’online comunque non sostituisce l’horeca, che resta fondamentale di vendita e va sostenuto. “È aperto un dialogo costante – aggiunge – e stiamo agevolando i nostri clienti dando la possibilità di fare ordini anche piccoli, in base alle loro necessità per permettere loro di non caricare troppo il magazzino e di far girare la merce compatibilmente con il lavoro che sta ripartendo. Giugno segnerà uno spartiacque vero, con segnali di ripresa e di ritorno alla normalità. Non ci sono certezze, ovviamente, c’è il problema economico che tocca molti, ma con il ritorno al lavoro ed alla quotidianità, la riapertura dei confini e la ripresa del turismo e dei viaggi, siamo speranzosi in una ripartenza a breve. Con la bella stagione crediamo che gli italiani ricominceranno a riempire i locali cittadini e le località turistiche. Verona e il Lago di Garda sicuramente soffriranno la mancanza di turisti, ma abbiamo già notato movimento dalla vicina Germania e questo ci fa ben sperare”.

Nessuna ripresa totale nel 2020, data la contrazione economica globale, ma a Pedemonte di Valpolicella sono fiduciosi: “non ci siamo mai fermati con webinar, comunicazione mirata, iniziative commerciali precise, per cui siamo certi che l’efficienza, il fatto di essere ben strutturati e la prontezza nello studiare strategie ad hoc per ogni mercato ci premieranno”, afferma Tommasi. Che guarda al 2021 con maggiore ottimismo, ripartendo dall’horeca e contestualmente continuando a diversificare i canali di vendita e dando supporto anche a mercati minori.

LA COLLINA DEI CILIEGI GIOCA IN CONTROPIEDE CON EVENTI E NUOVE PARTHERSHIP
Sono convinto che l’Italia ci stupirà”. Parte guardando avanti in positivo Massimo Gianolli, nonostante La Collina dei Ciliegi abbia subito un colpo significativo dalla crisi Covid19. “Lavorando prevalentemente sui vini di alta gamma e quindi rivolti all’horeca, avendo un resort e un ristorante, è evidente che definirei feroce l’impatto sulla nostra azienda”, evidenzia il presidente dalla tenuta di Erbin (Grezzana – Vr). Dalla fine del 2019 il Covid ha colpito l’Oriente generando un massimo gianollirallentamento se non un blocco dell’economia, che ha fatto il giro del mondo. “Abbiamo dovuto chiudere tutte le attività ricettive, bloccato l’incoming, le fiere nazionali e internazionali, oltre a qualsiasi traffico di prodotto verso i Paesi in cui esportiamo”, aggiunge. E dato che l’export vale metà del fatturato e la Cina vale quasi l’80% dell’export, il quadro è pesante.

Abbiamo monitorato e cercato di capire, cercando di mantenere i nervi saldi e di trovare nuove strategie – spiega Gianolli – Abbiamo avviato attività a cerchi concentrici dedicate al mercato italiano, all’online e a mondo dei privati. Da febbraio siamo partiti in partnership con Winelivery, che ha avuto un buon successo, e abbiamo spinto sul mercato italiano dei privati. Questa però è una piccola cosa rispetto al blocco dell’horeca, per questo abbiamo lavorato a una partnership internazionale che si concretizzerà a luglio: avremo un grande gruppo francese come distributore per essere vincenti”. E poi la Collina è partita con una raffica di eventi e attività che possano in qualche modo sostituire le fiere cancellate: “momenti di incontro con l’horeca e con la rete vendita, ma anche con una rete di ambasciatori che raccontino i nostri vini e la nostra esperienza”. All’evento Collina & Friends, organizzato al resort Ca’ del Moro, hanno partecipato imprenditori, amici, operatori e questo è solo il primo di una serie di eventi pensati per giocare in contropiede. “Sono fiducioso e abbiamo le idee chiare su come ripartire giocando in velocità – conclude l’imprenditore – Son convinto che recupereremo nel 2020 già buona parte del terreno perduto e potenzialmente, con alcune nuove attività, potremo ritornare ad avere numeri positivi e brillanti nel 2021. Dipende da noi, dalle sinergie e dalla voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo”.

collina dei ciliegi

SANTA SOFIA PUNTA SULLE RELAZIONI (ANCHE CON I PRIVATI)
Sicuramente il 2020 e il 2021 saranno due anni di grande cambiamento e trasformazione – osserva Luciano Begnoni, patron della cantina Santa Sofiae noi dovremo adattarci, seguendo bene le dinamiche all’estero e in Italia. Ma sono sicuro che avere una buona squadra sia oltremodo importante e molte delle persone che si occupano della comunicazione e del commerciale nella PATRON SANTA SOFIAnostra azienda sono giovani. Mi danno una buona spinta e una visione diversa. Un confronto che ogni giorno si fa più costruttivo”.

Appena scattata l’emergenza, la cantina ha infatti deciso di dare priorità alle relazioni con tutti i clienti, incoraggiandoli e creando agevolazioni commerciali e azioni di promozione specifiche. “Questa crisi ci ha portato ad una cura maggiore della relazione con i privati, che prima curavamo poco – rileva Begnoni – Adesso stiamo procedendo a creare il nostro portale di vendita online che necessiterà di una buona strategia di comunicazione per poter lavorare anche oltre questo periodo. È un periodo di riscoperta di relazioni, di riflessione e attuazione di nuove metodologie di vendita, di ricerca di nuovi canali”.

Essendo molto concentrati sui mercati del Nord Europa, in Santa Sofia non hanno risentito del colpo subito, ma con un mese di ritardo. “Ogni mercato comunque ha avuto delle difficoltà specifiche – conclude – Basti pensare a come la Danimarca sia stata molto reattiva ed efficace e anche la Norvegia, nonostante le criticità legate al prezzo del petrolio. In questo momento stiamo cercando di contenere l’impatto al 10%, però realisticamente partiamo da una base del -30% quindi stiamo attivando tutte le nostre potenzialità. L’obiettivo è arrivare a fine anno in pareggio”.

santa sofia villa palladiana

CANTINA VALPANTENA GIOCA CON VENDITE DIRETTE E GDO ESTERA
Il blocco degli ordinativi nell’horeca ha avuto un impatto percentuale ridotto per Cantina Valpantena. “Il danno lo vedremo in futuro, dato che dopo il blocco abbiamo espletato gli ordini vecchi, quindi il fatturato del mese di aprile risulta invariatoluigi turco e luca deganiriferisce il presidente Luigi TurcoNei mesi di maggio e giugno abbiamo riscontrato invece un calo del fatturato, la nostra previsione è di un impatto sul bilancio in chiusura ad agosto del 10 per cento”.

Secondo Turco ci sarà “una ripresa lenta, ma graduale, anche se le prospettive sono difficili da disegnare”. Valpantena oggi lavora molto con la grande distribuzione estera e con le vendite dirette, che sopperiscono in parte alla perdita dell’horeca, oltre ad aver attivato un e-commerce con Vitevis e Cantina di Monteforte. In prospettiva però le scorte possono rappresentare un peso. “Speriamo che arrivi un aiuto concreto da parte del Governo, con scelte in merito alla distillazione e alla vendemmia verde – conclude il presidente – Per smaltire le scorte dobbiamo infatti puntare alla riduzione della produzione del prossimo anno e a un parziale abbattimento delle eccedenze quest’anno. Veniamo da anni di sovrapproduzione, la crisi ha aumentato queste difficoltà. Registriamo già e ci aspettiamo anche in futuro un impoverimento della base sociale ed economica. A risentirne saranno soprattutto le referenze di qualità medio-alta: le persone spenderanno meno e quindi sceglieranno prodotti di qualità più bassa”.

 

GENEAGRICOLA VIRA SU GDO E ONLINE PER COSTA ARENTE
L’impatto della pandemia è importante anche per il gruppo Genangricola, presente in Valpolicella con Costa Arènte. “Siamo in area negativa sia in termini di fatturato sia di volumi, come chiunque in questo momento nel mondo del vino – conferma costa arentel’amministratore delegato Igor BoccardoContiamo tuttavia di recuperare parzialmente nella seconda parte dell’anno. Il settore horeca, nostro focus principale sul mercato italiano, per tre mesi è rimasto del tutto fermo e questo ha avuto conseguenze nefaste. Ci sono segnali di timida ripresa e stiamo mettendo in atto iniziative di sostegno ai nostri clienti. Crediamo che in questo momento sia molto importante sostenere il loro business, sia in termini concreti sia dando segnali di vicinanza e umanità”. La partita si gioca dunque anche su relazioni e fiducia.
A Grezzana Genagricola è sbarcata pochi anni fa e nel giro di tre vendemmie rivendica risultati qualitativi importanti, che fanno ben sperare per il futuro. “Siamo inoltre focalizzati su nuovi progetti e sull’apertura di nuovi canali, fin qui trattati solo marginalmente, come la gdo e l’online”, conclude Boccardo.

costa arente

TEDESCHI RIORIENTA L’EXPORT (E TIENE SUI MERCATI STRATEGICI)
Forte nell’horeca e leggera nell’online, anche Tedeschi ha risentito pesantemente del blocco Covid19. “L’inizio dell’anno è partito molto bene con una crescita a due cifre, per poi perdere questa crescita con la chiusura totale dei mercati – evidenzia Sabrina TedeschiNoi esportiamo circa l’85% della nostra produzione e alcuni mercati sono rimasti sempre aperti, come il Canada dove le vendite sono diminuite nei mesi pur mantenendosi in positivo rispetto allo scorso anno. Positive le vendite anche SABRINA TEDESCHInel Regno Unito, in alcuni paesi asiatici come Vietnam e Singapore. Accanto a queste note positive purtroppo le vendite in Italia (e non solo) si sono completamente bloccate”.

Difficile dunque fare previsioni. “Pensiamo di attestare il calo intorno al 20%, forse anche meno se riusciamo a definire nuovi accordi in alcuni paesi a cui stiamo lavorando da tempo. Dipenderà soprattutto dalla ripresa dell’economia mondiale e del turismo – aggiunge – Tutto dipenderà dall’andamento del prossimo autunno/inverno. In quanto produttori di Amarone e di rossi strutturati abbiamo la fortuna di poterli affinare più a lungo in cantina senza problemi per il prodotto”.

@gbmarchetto

 

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