In Emilia si pensa ad un Consorzio del Lambrusco unico

di redazione

L’universo del Lambrusco prova a unirsi all’interno di un solo consorzio, per dare vita a un’attività di tutela e promozione ancora più coesa di uno dei vitigni icona della viticoltura italiana.

Lo scorso giovedì si è compiuto il primo fondamentale passo verso la costituzione di un Consorzio unico per la promozione e la tutela del Lambrusco. I CdA del Consorzio Lambrusco di Modena, del Consorzio Vini Reggiano e del Consorzio Vini del Reno, hanno infatti espresso, all’unanimità, parere favorevole alla fusione per incorporazione all’interno del Consorzio Tutela Lambrusco, la cui nascita è prevista per l’inizio del 2021.

Spetta adesso alle aziende consorziate confermare la decisione dei rispettivi CdA in apposite assemblee straordinarie, indispensabili per dare vita al futuro Consorzio, che, se realizzato, rappresenterà circa 1,3 milioni di quintali d’uva, per la quasi totalità composte da Lambrusco.

Il Lambrusco è indubbiamente, nei numeri, uno dei vini immagine dell’Italia. È un grande universo rappresentato da differenti vitigni, territori e colori. Questa diversità, che ci contraddistingue e rappresenta, dobbiamo trasformarla anche in una grande ricchezza per tutti i produttori che contribuiscono a renderla viva ogni giorno” commenta Giacomo Savorini, direttore dei Consorzi che oggi tutelano il vino lambrusco. “Penso che questo primo passo verso un unico soggetto consortile a tutela del Lambrusco a Denominazione di Origine Controllata ci consenta di poter raggiungere, finalmente, l’obiettivo di poterci rivolgere, agli occhi del consumatore finale, in modo coeso e uniforme, valorizzando ancora meglio le singole ricchezze delle diverse denominazioni”.

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