La UIV chiede un New Deal per il vino

di Redazione

Gli imprenditori reclamano un ruolo da protagonisti nel rilancio del vino italiano.

Dal palco della sua assemblea generale, la UIV – Unione Italiana Vini – chiede alla politica nuove strategie promozionali e reclama un posto al tavolo dove si decideranno le linee guida per il rilancio del vino italiano. Tra il pubblico anche i rappresentanti delle istituzioni italiane e comunitarie, che hanno risposto positivamente alle richieste della filiera.

Nell’ambito delle azioni previste dal ‘Patto per l’export’, UIV chiede un progetto vino attento alla comunicazione del prodotto italiano, che rinunci a investire sulla promozione verso Gdo ed e-commerce, considerati ambiti di maggior rischio e incertezza per l’investimento pubblico. Determinante anche la gestione dei fondi Ocm, con i quali,  secondo Sergio Castelletti, segretario generale di UIV “il settore vitivinicolo è riuscito a raddoppiare l’export in soli 6 anni. Bisogna ripartire da qui. Chiediamo che sia messa in campo una strategia sul rilancio mediante questa misura con l’aumento della sua dotazione nel PNS da 100 a 150 milioni di euro/anno, risorse aggiuntive che vorremmo fossero mantenute in capo al Ministero per finanziare progetti delle imprese ma di dimensione nazionale”.

Vogliamo mettere la nostra esperienza e conoscenza dei mercati internazionali al servizio delle istituzioni – ha dichiarato il Presidente di UIV, Ernesto Abbonaper spendere efficacemente le risorse. I successi del nostro export, dovuti anche ai risultati degli investimenti operati dalle aziende con l’OCM promozione, dimostrano quanto gli imprenditori sappiano utilizzare bene i fondi pubblici”.

Istanze recepite dalla ministra Teresa Bellanova, che si è detta favorevole al ‘Tavolo Vino’ chiesto da UIV per gestire le risorse previste dal Patto per l’export. Nel richiamare il lavoro a favore della ristorazione e del turismo, la Bellanova ha annunciato che, con l’approvazione della legge di conversione del Decreto Rilancio, arriverà il tanto atteso standard della sostenibilità del vino auspicato da UIV. Consenso è arrivato anche dal sottosegretario agli Affari Esteri, Manlio Di Stefano, che ha individuato nella campagna Nation Branding, il cui budget di 50 milioni di euro è stanziato nel decreto Cura Italia, lo strumento adatto a rispondere all’esigenza di comunicazione istituzionale sollevata dall’assemblea.

Da Paolo De Castro arriva infine una buona notizia sull’Ocm “Proprio ieri è stato pubblicato dalla Commissione il terzo atto delegato vino dove gran parte delle nostre richieste sono state accolte. La più importante è l’aumento del cofinanziamento per tutte le misure dell’Ocm vino al 70% e il pagamento di anticipi pari al 100% delle spese sostenute per i produttori che hanno deciso di effettuare distillazione e stoccaggio privato a seguito della pandemia”.