Castiglion del Bosco: il futuro Brunello a garanzia del credito

di Redazione

Grazie a un accordo con il Banco Bpm e alla puntuale certificazione svolta da Valoritalia, l’azienda di Massimo Ferragamo utilizzerà il vino ‘atto a divenire’ Brunello di Montalcino detenuto in cantina come garanzia di un finanziamento di un milione di euro.

Tra le tante conseguenze della pandemia c’è senza dubbio la riflessione su nuovi strumenti di finanziamento da offrire alle aziende vitivinicole per aiutarle ad affrontare la crisi di liquidità causata dalla chiusura del canale Horeca e dal blocco del mercato estero.  A questa penuria si contrappongono però accresciute giacenze di vino, le cui future vendite, specialmente per le Denominazioni più solide sul mercato, rappresentano una garanzia al finanziamento più che valida. È seguendo questo principio che Castiglion del Bosco, storica azienda produttrice di Brunello di Montalcino dal 2003 di proprietà di Massimo Ferragamo, ha attivato con il Banco Bpm una linea di credito da 1 milione, offrendo a garanzia le sue giacenze di vino.

Fin qui mai utilizzato in Italia, questo particolare finanziamento, erogato nella forma tecnica di inventory loan, offre all’istituto di credito il privilegio sul magazzino di vino sfuso ‘atto a divenire’ Brunello di Montalcino, alla cui certificazione provvede Valoritalia, pur lasciando il prodotto nella piena disponibilità dell’azienda. La durata dell’operazione è di 4 anni, con 12 mesi di preammortamento, a tasso fisso e rimborso di interessi e capitale su base semestrale. In questo frangente il vino attualmente posto a garanzia del finanziamento potrà essere sostituito da quello frutto delle vendemmie successive, per consentire il normale ciclo produttivo e commerciale dell’azienda.

La verifica fisica sul magazzino sarà svolta da PWC (società che fornisce servizi di consulenza di direzione e strategica) e Valoritalia, con quest’ultima che controllerà anche la corrispondenza dei quantitativi riportati nei registri SIAN ed effettuerà i sopralluoghi e prelievi di campioni, al fine di verificare i requisiti previsti dal Disciplinare.

Siamo orgogliosi di aver costruito questa operazione innovativa, che ci auguriamo possa diventare un riferimento importante per la nostra Denominazione in una fase congiunturale difficile. Il finanziamento su privilegio valorizza lo sfuso e sostiene il produttore nel percorso di affinamento del vino in cantina, creando valore per l’intera Denominazione. Abbiamo lavorato con un gruppo di persone che esprimono quella straordinaria capacità silenziosa di portare a termine i progetti, nonostante le avversità, spinti dalla passione per il lavoro e dalla soddisfazione di un traguardo raggiunto insieme” ha dichiarato Simone Pallesi, amministratore unico della Castiglion del Bosco

Giuseppe Liberatore, direttore generale di Valoritalia, sostiene che “Il contributo di un Ente di certificazione come Valoritalia ha consentito di sviluppare strumenti finanziari innovativi destinati alle imprese vitivinicole, fornendo le necessarie garanzie tecniche che da sempre costituiscono uno degli elementi problematici per la concessione del credito. Siamo convinti che la collaborazione tra Banco BPM, Castiglion del Bosco e Valoritalia, costituisca un modello virtuoso destinato a diffondersi in tutta Italia ed a portare notevoli vantaggi al settore vitivinicolo, anche in periodi ordinari.”

Tra i commenti anche quello di Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio Brunello di Montalcino, secondo il quale “Quella del finanziamento sul vino in giacenza in cantina rappresenta una chiave fondamentale per il futuro delle nostre imprese. E ci fa particolarmente piacere che una nostra azienda, la Castiglion del Bosco, sia riuscita per prima in Italia a rendere operativa questa nuova opportunità in un momento particolarmente difficile per le imprese. Come Consorzio – ha aggiunto Bindocci – siamo molto interessati e stiamo lavorando sull’architettura di questa opportunità, realizzata anche grazie alla collaborazione con l’ente certificatore Valoritalia, che può rappresentare un caso di scuola per i territori del vino italiano. Un modello di finanza innovativa a supporto delle aziende che necessitano di tempo e sostegno finanziario per affinare e valorizzare le proprie produzioni”.

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