In Oltrepò si guarda al futuro

di Redazione

Superate le incomprensioni interne il distretto lombardo mira a una promozione territoriale capace di rilanciare il suo prodotto oltre i confini lombardi e scommette su innovazione e sostenibilità.

Dopo lo scossone che nei mesi scorsi ha portato alla presidenza del Consorzio dell’Oltrepò Gilda Fugazza, l’ente di tutela prova a ritrovare la necessaria serenità di azione. In una partecipata assemblea i soci hanno approvato i bilanci di esercizio e, soprattutto, le modifiche allo Statuto e al regolamento interno utili a riequilibrare la tanto discussa rappresentatività all’interno dell’ente.

Significativo il discorso pronunciato dalla presidente, introdotto da un accorato ringraziamento alle istituzioni lombarde per l’impegno profuso nel ricercare un’unità territoriale, possibile anche grazie alla collaborazione di tutte le aziende associate, che “hanno permesso di arrivare alla modifica dello Statuto e ricalibrare i famosi pesi in assemblea. Solo un’assemblea forte e rappresentativa di tutta la filiera del vino può vincere le sfide di oggi e di domani”.

Delineando gli obiettivi futuri, Fugazza ricorda poi la centralità della valorizzazione territoriale per la crescita del comparto vitivinicolo, per la quale invoca l’aiuto di tutte le componenti economiche “Il nostro primo obiettivo è la valorizzazione del prodotto e del territorio. Dalla vigna al calice e dal calice ai menu dei ristoranti: il lavoro collettivo coinvolge tutti. Enoteche, bar, tour operator, portali di incoming. La promozione sarà diretta al prodotto bottiglia ma anche ai luoghi, alla cultura e ai cibi del territorio”.

Un distretto vitivinicolo che, nelle parole del presidente, deve guardare oltre i suoi confini, tornando a presidiare i più importanti mercati nazionali, come Roma e Milano. Un obiettivo possibile “solo grazie alla promozione. Ok a progetti per un’agricoltura di qualità che sfrutti l’innovazione, che diventa sostentamento economico, per una attenta sostenibilità, territorialità e valorizzazione del capitale umano. Se l’innovazione ci aiuta ad essere più rapidi, più precisi e più puntuali, avremo maggiore controllo della qualità e della sostenibilità del nostro mondo del vino”.