Continua la discussione sull’imbottigliamento in zona delle DO

di Redazione

Botta e risposta tra Cia e Mipaaf sulla norma che consente di derogare agli obblighi di imbottigliamento in zona dei vini a Denominazione.

Il Mipaaf risponde alle critiche mosse dalla Cia – Agricoltori Italiani in merito alla previsione contenuta nel DL Semplificazioni, che, consentendo l’imbottigliamento al di fuori dalla zona di produzione, avrebbe causato seri problemi di mercato ai vini di qualità italiani. E lo fa ricordando la normativa già in vigore, che, laddove sussistano gravi presupposti, consente al Ministero di derogare ai principi generali, a tutela del regolare flusso produttivo delle aziende.

Il dibattito attorno all’art.43 del Decreto Semplificazioni si era acceso quando la Cia lo aveva definito spropositato, invitando il Governo a blindare i disciplinari di produzione, unica strada possibile per continuare lungo la strada della qualità. Tra le motivazioni addotte dall’associazione agricola non mancavano puntuali riferimenti ai regolamenti comunitari e al pregresso operato del nostro Stato a salvaguardia dei vini d’origine “Per la Cia è inammissibile una deroga ai disciplinari perché tende a legittimare pratiche sleali combattute da sempre e arginate con grande impegno. Si rischia, inoltre, di compromettere irreparabilmente il valore delle produzioni territoriali e di snaturare caratteristiche che fanno del vino regionale Made in Italy, un modello nel mondo”.

A questa, e alle conseguenti interpretazioni giornalistiche, il Mipaaf ha voluto replicare, affermando che nessun via libera indiscriminato è stato concesso all’imbottigliamento fuori zona dei vini a denominazione. Nel ricordare il testo dell’articolo contestato, precisa che tale deroga possa essere concessa al contemporaneo ricorrere di due condizioni: che vi sia un’emergenza riconosciuta dall’Autorità competente e che tali eventi impediscano temporaneamente agli operatori di rispettare il disciplinare di produzione.

Si tratta – spiega il Mipaaf in una nota – di due condizioni verificatesi durante il periodo di lock down e che, per una gestione futura di emergenza, che nessuno si augura debba essere vissuta di nuovo, necessitano di una previsione normativa. Con l’introduzione della specificazione che le deroghe possono riguardare anche l’imbottigliamento, la legislazione nazionale si premunisce di uno strumento emergenziale, specie in caso di futuri lock down. In ogni caso, nell’infausta previsione che la norma sia necessaria, il Ministero dovrà puntualmente accertare il verificarsi di entrambe le condizioni suddette, consentendo eccezionalmente la procedura in deroga soggetta a verifica e ad autorizzazione ministeriale”.

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