UE: a breve una nuova strategia per l’agricoltura Bio

di Redazione

In occasione degli appuntamenti di lancio di B/Open, il commissario Wojciechowski annuncia nuove linee guida per il Bio e più fondi per la Politica Agricola Comune.

Un nuovo appuntamento di promozione si affaccia nel mondo del Biologico. Si tratta di B/Open, spazio che Veronafiere ha voluto dedicare agli operatori economici del food certificato biologico e del natural self-care.

Secondo Flavio Innocenzi, direttore commerciale dell’ente scaligero l’evento, in programma a Verona il 23 e 24 novembre 2020, “guarda dal lato espositivo a tutta l’area produttrice del Mediterraneo e a quella del Nord Europa per il segmento vendita e consumo. E punta, attraverso i contenuti, ad offrire opportunità di business agli operatori professionali in un settore in continua crescita e costante evoluzione, che nel mondo genera un fatturato di 92 miliardi di euro” e che vede l’Italia tra i principali produttori, con circa 2 milioni di ettari coltivati a biologico, cresciuti fra il 2017 e il 2018 del 6,5%.

A confermare, nel corso di un webinar organizzato da B/Open, la centralità del bio ci ha pensato Giorgio Venceslai (Ismea) secondo il quale il comparto agricolo biologico è “dinamico, proiettato agli investimenti e al mercato, tanto che, pur essendo le aziende bio solo il 3% delle imprese agricole italiane, rappresentano il 18,3% delle richieste di finanziamento attraverso i canali di Ismea negli ultimi 12 anni”.

La crescente rilevanza della materia Bio sta spingendo la stessa UE verso nuove policies, che il commissario all’Agricoltura UE, Janusz Wojciechowski, ha sintetizzato in un video messaggio trasmesso durante l’appuntamento virtuale “Il biologico è simbolo della strategia Farm2Fork, è ecosostenibile, offre opportunità economiche ad agricoltori e risponde a una crescente domanda dei consumatori – così riporta B/Open le parole del commissario -. Abbiamo fissato l’ambizioso obiettivo di aumentare ad almeno il 25% entro il 2030 le superfici a biologico dei terreni agricoli dell’Ue e dobbiamo per questo mettere in atto misure che garantiscano che l’offerta di prodotti biologici soddisfi la domanda dei consumatori, e che mantengano il settore in equilibrio, assicurando allo stesso tempo una transizione equa per gli agricoltori e trasformando le sfide in opportunità commerciali”.

A proposito della futura PAC attualmente in discussione, Wojciechowski dichiara “Dobbiamo continuare a sostenere finanziariamente l’agricoltura biologica e la Politica agricola comune sarà uno degli strumenti chiave. La Commissione ha proposto di rafforzare la dote della Politica agricola comune: in totale sono stati proposti 391 miliardi di euro per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, che sono 26 miliardi e mezzo in più rispetto a quanto inizialmente proposto nel 2018. Accanto alla Pacconclude il commissario serviranno misure aggiuntive, come la promozione di alimenti biologici, appalti pubblici che aumentano la quota di prodotti bio nella ristorazione, nelle mense e in altri segmenti. Nei prossimi mesi l’Ue proporrà un nuovo piano d’azione per l’agricoltura biologica, che per i prossimi cinque anni sarà uno strumento importante per accompagnare la crescita futura del settore”.