La vendemmia (eroica) nel Conegliano Valdobbiadene promette bene

di Redazione

Uva di qualità per superare definitivamente un 2020 segnato dalla pandemia. E si riaccende l’attenzione sulla viticoltura eroica.

Pochi giorni ancora e nelle colline di sud est inizierà la vendemmia nel Conegliano Valdobbiadene, che il Consorzio giudica di buona qualità. Giunta al termine di un anno complessivamente mite, la raccolta 2020 segna nelle intenzioni dei produttori il momento di rilancio di una Denominazione capace di superare bene la recente crisi.

Il 2020 si è distinto per un inverno con temperature in linea con il periodo, seguito da una primavera soleggiata e asciutta e da un’estate mite e dalla piovosità diffusa. Le fasi fenologiche della vite hanno mostrato un andamento regolare. I grappoli si presentano sani, senza scottature o segni di disidratazione. L’escursione termica estiva ha garantito un buon livello di acidità, fondamentale per sviluppare le note di freschezza. Come in tutte le annate meno calde, l’annata 2020 accentuerà le peculiarità gustative tra le due estremità, nord-occidentale e sud-orientale, della denominazione.

La natura quest’anno ci dà speranza e nonostante l’annata difficilissima a livello mondiale, siamo qui come tutti gli anni ad apprestarci alla raccolta di uva che promette qualità – commenta Innocente Nardi, presidente del Consorzio Conegliano Valdobbiadene – il lavoro in vigneto si è svolto in questi mesi in modo regolare, compatibilmente con le restrizioni e con le nuove norme emanate per la gestione dell’emergenza COVID19. In un anno come questo l’impegno dei viticoltori è stato ancora più intenso per garantire la consueta cura dei vigneti e poi la qualità finale del prodotto. Nei primi otto mesi del 2020 le vendite del nostro prodotto registrano un -3,8% che nel panorama generale si può definire un buon risultato, basti pensare al -40% del comparto della ristorazione. Le scelte del Consorzio per difendere il valore e il posizionamento del Conegliano Valdobbiadene hanno portato finora i risultati sperati, il valore dell’uva e quello del vino sono rimasti gli stessi dello scorso anno nonostante la speculazione dei mesi primaverili”.

Riferendosi poi alla viticoltura eroica, in questi giorni al centro del dibattito nazionale, Nardi afferma che essa “si difende costruendo valore e non con la quantità. La sfida non è conclusa ma siamo certi di avere la passione necessaria per affrontarla”. A tal proposito il Consorzio ricorda che nel Conegliano Valdobbiadene fare viticoltura è così difficile che sono necessarie 600/700 ore per ettaro l’anno di lavoro manuale, rispetto alle medie di 150/200 ore lavoro per ettaro delle zone pianeggianti, dove la meccanizzazione è avanzata. “Per questo – conclude Nardi – la vendemmia eroica rappresenta il momento di massima ingegnosità dei viticoltori del territorio”.

 

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