Pinot grigio delle Venezie, si chiude un’ottima vendemmia

di Redazione

Buone sensazioni per la grande Denominazione veneta, che nonostante la pandemia globale vede crescere i prezzi delle uve e gli imbottigliamenti.

Anche nell’area del Pinot Grigio si conferma la tendenza nazionale a un lieve calo della produzione (compreso tra il 15% e il 20%) associato a una buona qualità. Questa la lettura offerta dal Consorzio delle Venezie, che per l’occasione segnala anche il positivo trend dei prezzi delle uve (+20%) e la contemporanea crescita degli imbottigliamenti (che nel periodo gennaio-agosto segnano +6,35% sul 2019).

In Veneto la vendemmia del Pinot grigio si è conclusa la scorsa settimana – dichiara Alberto Marchisio, dg di Cantine Vitevis e presidente Assoenologi Veneto Occidentale -. Abbiamo avuto una stagione abbastanza buona sotto l’aspetto delle piogge e delle temperature, che ci ha consegnato in cantina una quantità d’uva certamente un po’ ridotta rispetto all’anno scorso. Parliamo di un 5% al di sotto del disciplinare, ovvero sotto le 13 tonnellate di uva per ettaro nel rispetto delle misure di gestione di giugno 2020, per un totale di circa -15% sulla campagna 2019, ma in compenso di alta qualità, molto bilanciata e con una buona freschezza”.
Una notevole diminuzione dell’offerta, quindi, che di conseguenza ha contribuito ad aumentare il prezzo dell’uva. “Stiamo assistendo in questi giorni a un sostanzioso aumento dei prezzi delle uve che raggiunge mediamente un +20% rispetto allo scorso anno. Un miglioramento dovuto in parte alla mancanza di produzione, ma soprattutto legato alle misure straordinarie deliberate a giugno a dimostrazione del fatto che la gestione del potenziale di produzione fatta dal Consorzio delle Venezie inizi a dare importanti risultati – commenta il presidente del Consorzio Albino Armani -. Un’annata certamente in controtendenza per quanto riguarda i prezzi del Pinot grigio. Di fronte a una sostanziale stabilità a livello nazionale, la nostra Doc registra invece una crescita importante non solo di prezzi, ma anche di imbottigliamenti: nel periodo gennaio-agosto 2020 abbiamo imbottigliato una media di 151.490 hl/mese pari a una crescita media mensile del +3% sul 2019”.

Soddisfatta la filiera trentina, impegnata ancora per qualche giorno nei vigneti di Pinot grigio. “Lo stato sanitario dell’uva è ottimo” riferisce Goffredo Pasolli, enologo dell’azienda vinicola Gaierhof di Roverè della Luna e presidente di Assoenologi Trentino, che continua “nonostante le piogge importanti delle scorse settimane, siamo riusciti ad intervenire con una gestione oculata del calendario di raccolta, andando ad anticipare eventuali zone a rischio, come la parte sud del Trentino. Adesso invece siamo nel vivo della vendemmia più a nord, che si protrarrà fino a circa metà settembre. Siamo molto soddisfatti del profilo qualitativo del Pinot grigio, un po’ meno della quantità perché, come da previsioni estive, manca effettivamente un po’ di produzione, tra il 15 e il 20% circa, nonostante le piogge degli ultimi giorni abbiano aiutato a gonfiare un pochino il grappolo”.

Anche negli impianti del Friuli-Venezia Giulia troviamo una maturazione del Pinot grigio abbastanza uniforme “Anche nella nostra Regione il buon andamento climatico ha permesso di portare a una perfetta maturazione del Pinot Grigio – commenta Rodolfo Rizzi, direttore della Cantina di Ramuscello e San Vito e Presidente Assoenologi Friuli-Venezia Giulia – facendo registrare sia una buona sanità del grappolo sia un aumento della qualità rispetto al 2019. Ottimo anche il rapporto zuccheri/acidi, con un’uva non eccessivamente zuccherina, rispetto ad altri anni, ma con un corredo acido notevolmente interessante. I primi vini usciti dalla fermentazione sono molto corrispondenti, varietali e ricchi in freschezza e di questo siamo pienamente soddisfatti. Rispetto ai volumi, a parte alcuni giorni di piogge intense, fortunatamente non siamo stati colpiti da grosse calamità che abbiano potuto compromettere l’aspetto quantitativo dell’uva; c’è una lievissima flessione rispetto all’anno scorso a causa della siccità primaverile che ha colpito alcune zone della Regione, ma certamente non quella temuta a inizio stagione”.

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