Al via un tavolo permanente a tema vino-lavoro firmato Equalitas

di Redazione

La società certificatrice inserisce le tematiche sociali del lavoro tra le questioni rilevanti in materia di sostenibilità del vino.

Avviare un tavolo permanente sul tema vino-lavoro che funga da osservatorio attivo su temi quali il welfare e il cosiddetto giving back, al fine di trasferire lungo le filiere e quindi sul prodotto finito le migliori pratiche del lavoro. Una sfida che le imprese, sempre più attente a combinare la produttività con la crescita della qualità del lavoro e della convivenza sociale, affrontano anche grazie alle certificazioni di parte terza, utili a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile indicati dalle Nazioni Unite. È questo il progetto nato dalla collaborazione tra Equalitas, Federdoc, CSQA e Luci sul Lavoro.

Le tematiche sociali del lavoro – afferma il presidente di Equalitas, Riccardo Ricci Curbastrorivestono un ruolo chiave nell’approccio alla sostenibilità che si sta affermando a livello internazionale, in particolare per prodotti al consumo quali il vino. Per questo motivo, con la precisa volontà di allargare il nostro raggio d’azione, si è perfezionata la collaborazione con Luci sul Lavoro e l’idea di proporre la creazione di un tavolo permanente sul tema vino-lavoro, che monitori, sviluppi e promuova politiche attive del lavoro volte al miglioramento organizzativo della filiera ed al suo sviluppo sostenibile. In sintesi – continua Ricci Curbastro – vogliamo dar vita ad un circolo virtuoso di pensiero e soprattutto ad una sorta di osservatorio attivo che potrebbe giovarsi delle informazioni raccolte sul campo con gli audit di sostenibilità afferenti ai vari schemi, a partire da Equalitas e dal nascente standard unico del Mipaaf”.

Alla base di tutto – aggiunge il vicepresidente di Equalitas, Michele Manellic’è la visione di un’impresa che non si accontenta di mostrarsi in regola con le leggi sul lavoro lungo tutta la propria filiera produttiva, ma vuole dimostrare a tutti e in primis al proprio consumatore, grazie allo strumento del marchio collettivo certificato, come si possa coniugare crescita delle produttività ed al contempo della qualità del lavoro in senso lato. Idealmente si può dire che grazie al consumo di questa bottiglia ideale di vino che vogliamo realizzare si può contribuire ad una società sempre migliore”.