Cantina Colli Euganei dona 50 mila euro all’Università di Padova

di Redazione

La somma raccolta grazie alle vendite di due vini permetterà di sostenere la ricerca dell’equipe universitaria per la lotta al Covid-19.

Dai Colli Euganei arriva un aiuto concreto alla ricerca scientifica contro il Covid-19. La Cantina Colli Euganei ha infatti consegnato all’Università degli Studi di Padova un assegno di 50.000 euro, raccolti nell’ambito del progetto VO’ per la ricerca e destinati al Dipartimento di microbiologia e microbiologia clinica guidato dal Professor Andrea Crisanti.

Le due etichette protagoniste dell’iniziativa benefica, il Serprino Spumante Colli Euganei e il Rosso Colli Euganei, saranno a disposizione nei punti vendita aderenti all’iniziativa, al prezzo di 4,95 euro. Per ogni bottiglia venduta da qui alla fine dell’anno, la cantina e la gdo coinvolta doneranno assieme 1 euro all’Università di Padova e 10 centesimi al Comune di Vo’, con l’obiettivo di finanziare la ripresa del paese e del territorio.

Grazie al progetto VO’ per la ricerca – dichiara Lorenzo Bertin, Presidente di Cantina Colli Euganei – possiamo sostenere attivamente gli studi scientifici contro il Coronavirus attraverso quello che sappiamo fare meglio: il vino. La somma consegnata oggi è solo la prima parte della raccolta, che continuerà fino alla fine dell’anno e che siamo sicuri ci potrà dare ulteriori grandi soddisfazioni. Le attività della nostra cittadina sono state le prime in Italia, assieme a quelle di Codogno, a soffrire per l’emergenza sanitaria, ma grazie a questa iniziativa stanno diventando un modello di rinascita per tutto il Paese”.

Un contributo alla lotta contro la pandemia che scalda il cuore, perchè arriva dal territorio di Vo’, paese che ha pianto la prima vittima causata dal Coronavirus in Occidente – spiega Rosario Rizzuto, Rettore dell’Università degli Studi di Padova – Un luogo dove l’ateneo è ormai di casa, per via degli studi epidemiologici che abbiamo portato a termine grazie anche alla straordinaria collaborazione della popolazione. Un legame forte che ora viene ancor più rinsaldato dalla scelta dei promotori del progetto: credere nella ricerca scientifica, unica chiave per sconfiggere la pandemia, è essenziale. Il sistema sanitario Veneto, al quale abbiamo dato il nostro contributo appassionato, attraverso l’impegno di migliaia di persone, si è dimostrato efficace nel tutelare la salute di cittadine e cittadini di fronte ad un pericolo grave e sconosciuto che ha stravolto la quotidianità di tutti noi: grazie alla scienza potremo continuare il lavoro straordinario che stiamo realizzando”.