Fivi: con la chiusura dei ristoranti soffre tutta la filiera

di Redazione

I Vignaioli Indipendenti preoccupati per il nuovo stop che penalizza anche chi ha rispettato le regole. Si può lavorare in sicurezza per il bene del Paese.

Matilde Poggi, presidente della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, ha scritto al premier Giuseppe Conte perché riconsideri la decisione di chiudere alle 18 l’intero comparto della ristorazione “Faccio parte di coloro che ritengono che il Covid 19 sia una malattia molto seria e pericolosa – afferma il presidente – e che il primo obbligo di ogni governo in questo momento sia quello di tutelare e proteggere la salute dei cittadini. Mi lascia ugualmente del tutto sconcertata la decisione presa nell’ultimo DPCM 24/10/2020 di chiudere le attività di somministrazione alle ore 18. L’innalzamento dei contagi, cui abbiamo purtroppo assistito negli ultimi mesi, impone un cambio di strategia ma – conclude Poggi – mi parrebbe opportuno fermare unicamente le attività e le situazioni che provocano assembramenti”.

Nella lettera si chiede poi di distinguere tra i ristoratori che hanno speso cifre considerevoli per accogliere i loro clienti in tutta sicurezza e quelli che invece, in spregio ad ogni direttiva, hanno continuato a servire i clienti davanti ai locali, senza distanziamento, provocando pericolosi assembramenti. “Chi ha deciso di non rispettare le regole ha messo a repentaglio la salute altrui e contribuito alla cattiva percezione della categoria cui appartiene – continua Poggi – è pertanto giusto che gli venga intimata la chiusura. Chi invece le regole le ha rispettate ed ha investito per potersi adeguare deve poter rimanere aperto”.

L’Italia è un Paese meraviglioso e ha gioielli che tutti ci invidiano: un paesaggio unico al mondo, siti culturali di richiamo mondiale e prodotti di altissima qualità della filiera agroalimentare, tra cui il vino. Per questo chiudere i ristoranti significa far soffrire ulteriormente anche le aziende, spesso familiari, che hanno in queste attività il loro unico reddito. Noi di FIVI e tutti gli operatori del settore Horeca – chiosa il presidente – vogliamo poter lavorare in sicurezza per dare il nostro piccolo contributo alla ripresa del Paese”.