L’Alto Adige punta sull’agenda green e presenta una vendemmia da 8/9

di Giambattista Marchetto

Il 2020 si annuncia un millesimo promettente. Nonostante performance migliori rispetto alla media nazionale, si stima un aumento delle giacenze tra il 5% e il 10%

Ai piedi delle Dolomiti, negli oltre 5.500 ettari di vigneti ricompresi nella Doc dell’Alto Adige, si è da poco conclusa una vendemmia che il direttore del Consorzio di tutela Eduard Bernhart non stenta a giudicare molto soddisfacente per gli oltre venti vitigni coinvolti, tra cui spiccano le varietà autoctone della Schiava e del Lagrein. Pur denunciando tutti i problemi legati all’emergenza sanitaria, il direttore rilancia l’ambiziosa agenda green adottata recentemente dal Consorzio, capace di proiettare l’Alto Adige verso una viticoltura maggiormente sostenibile.

Direttore Bernhart, come è andata la vendemmia nell’anno del Covid?
Con la vendemmia ormai alle spalle possiamo dire che tutto si è svolto secondo le previsioni.

Quale è stato l’andamento climatico del 2020?
Il 2020 si annuncia un millesimo promettente. La stagione si è aperta con un inverno e una primavera altalenanti, durante il quale un febbraio eccezionalmente asciutto si è contrapposto a un marzo piovoso e freddo, che ha portato piccoli ritardi nel germogliamento Nei mesi di aprile e maggio le condizioni metereologiche hanno invece garantito una fioritura precoce. Per l’intero periodo sono stati inoltre effettuati continui controlli utili ad applicare tempestivamente le migliori pratiche agronomiche. Questa attenzione in vigna si tradurrà domani nella consueta elevata qualità che contraddistingue i vini altoatesini e ne definisce il posizionamento di mercato. Spostando l’attenzione sulla salute dei viticoltori e di tutte le persone coinvolte nella filiera, è opportuno ricordare che il Consorzio si è spinto fino a prendere accordi con un’agenzia specializzata nel controllo e nella gestione della sicurezza, stilando protocolli e linee guida in seguito condivisi con le cantine associate. Non può esserci qualità del vino senza la tutela della salute dei nostri viticoltori.

Il periodo della vendemmia è stato in linea con gli altri anni?
Le condizioni climatiche hanno spinto i nostri viticoltori a raccogliere le uve circa 7-10 giorni in anticipo rispetto al consueto.

Quanta uva destinata a Denominazione è stata raccolta?
In attesa dei dati definitivi, quelli in nostro possesso parlano di una campagna vendemmiale in linea con gli anni passati, anche per effetto della riduzione delle rese applicata dai nostri viticoltori in virtù del relativo decreto della provincia autonoma di Bolzano.

Punteggio (da 1 a 10) della vendemmia appena conclusa?
Le impressioni che giungono dalle cantine sono positive. Per questo darei un voto compreso tra l’8 e il 9.

Spostando l’attenzione dalla vigna alla cantina, a quanto ammontavano le giacenze di vino alla vigilia della vendemmia?
La crisi non ha risparmiato nemmeno i nostri vini. Nonostante performance migliori rispetto alla media nazionale, stimiamo un aumento delle giacenze compreso tra il 5% e il 10%.

Quale è stato l’impatto finanziario della crisi?
Questo è un dato che varia da azienda e azienda. Le nostre stime indicano una contrazione generalizzata delle vendite, che in alcuni casi sono calate del 20%.

Come Consorzio quali misure avete adottato per affrontare la crisi?
Abbiamo deliberato, in accorto con la Provincia autonoma di Bolzano una riduzione delle rese previste dal disciplinare, che, a seconda dei vitigni coinvolti, oscilla tra l’8% e il 28%.

Quali sono le vostre proiezioni nel medio termine?
La recrudescenza della pandemia impedisce qualsiasi stima. Aspettiamo dunque di debellare definitivamente il Covid-19 prima di sbilanciarsi in previsioni oggi impossibili.

Quali progetti nel futuro della Denominazione?
Certamente da ricordare è Agenda Vini Alto Adige 2030, il documento che delinea lo sviluppo sostenibile della produzione altoatesina nel prossimo decennio, da raggiungere tramite azioni in ciascuno dei cinque pilastri su cui poggia il settore vinicolo: suolo, vigneti, vino, territorio e persone. Non rinunceremo nemmeno ad investimenti di marketing mirati, con particolare attenzione alla comunicazione digitale e sui social media.

 

@gbmarchetto

 

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