Una tempesta perfetta sul vino italiano

di Redazione

Covid, dazi e Brexit fanno precipitare il settore wine&spirit, che in soli 12 mesi perde un terzo del proprio valore.

Federvini sottolinea la ‘tempesta perfetta’ che nell’ultimo anno si è abbattuta sul settore vino e spiriti, stretto tra prima crisi pandemica, dazi Usa, Brexit e seconda ondata di Covid-19. Una crisi profonda, che coinvolge oltre 340.000 aziende che generano, anzi generavano stando a Federvini, circa 40 miliardi di euro, ossia il 2% del Pil nazionale. Il combinato effetto degli accadimenti economici, pandemici e geopolitici ha, infatti, ridotto di circa un terzo il valore della filiera.

Il settore del vino, intimamente legato ai territori, alle bellezze artistiche e al turismo, sta subendo un colpo molto duro – sottolinea Albiera Antinori, presidente della storica cantina Marchesi Antinori -. Le misure restrittive legate alla seconda ondata sui settori dell’ospitalità e dell’accoglienza stanno avendo una ricaduta pesante anche sul nostro comparto. Bisogna escogitare nuove strategie che portino misure di sostegno e di ristoro effettivo; dobbiamo superare la logica emergenziale per rilanciare l’immagine ed i consumi di settori emblema della più autentica ospitalità italiana. Per il settore vitivinicolo auspichiamo misure che sappiano trovare il giusto equilibrio tra la domanda e l’offerta, mantenendo vivo il rapporto con i consumatori anche attraverso campagne di promozione ben congegnate”.

I nostri settori – continua Sandro Boscaini, presidente Federvini – stanno subendo un rallentamento molto rilevante su tutto il ciclo economico, sia nei consumi interni che nel commercio estero. Gli effetti e le conseguenze di questo scenario sono già misurabili e l’entità delle perdite sono significative. Purtroppo è difficile prevedere movimenti in controtendenza: occorre che le istituzioni operino per sostenere adeguatamente le nostre aziende e per evitare che il valore che conferiscono alla nostra economia continui ad essere indebolito. Non è sufficiente quanto fatto per il mercato del vino”.