Il Pinot Grigio entra nelle case degli americani

di Redazione

La pandemia ha determinato un’evoluzione nel consumo del Pinot Grigio, che in pochi mesi si trasforma da commodity a domestic wine, aprendosi le porte per un’ulteriore crescita nel suo principale mercato.

Nel corso del recente Wine2wine si è tenuta la conferenza “From ‘commodity’ to ‘domestic wine’: the success of Pinot grigio in the USA in the lockdown era”, nel corso il Consorzio delle Venezie ha analizzato, assieme ad esperti di fama internazionale, l’evoluzione dei consumi nel mercato americano della Denominazione guidata da Albino Armani.

Riguardo alle variazioni di consumo di vino all’interno di diversi paesi del mondo nel corso del 2020, Wine Intelligence ha riscontrato un incremento in tutti i paesi analizzati, in particolare negli USA, dove si registra un confortante +19%. Come conseguenza delle grandi limitazioni sociali imposte dalla pandemia, i consumatori statunitensi hanno infatti iniziato a consumare il vino all’interno degli spazi domestici. Ciò ha portato il vino stesso a discostarsi dalla precedente concezione di commodity saltuaria per abbracciare una sfera più intima della vita personale, trovando sempre più spazio sulle tavole americane. “Si tratta a tutti gli effetti di una crescita della frequenza di consumo – afferma Lulie Halstead, CEO di Wine Intelligenceche si sposta all’interno dell’ambiente domestico, slegandosi dal fattore cibo e dalla cosiddetta food occasion”.

In un simile contesto, a spingere verso l’alto i consumi di Pinot Grigio, ci ha pensato la sua notorietà tra i consumatori americani, che nel 73% dei casi vedono nel vitigno il principale fattore di scelta. “Il Pinot grigio ha registrato un buon successo poiché i consumatori lo conoscevano; nella difficoltà le persone volevano qualcosa di cui potersi fidare, perché non sapevano cosa sarebbe successo. E il Pinot grigio rispondeva proprio a questa necessità. Nello specifico le vendite dei nostri Pinot grigio hanno registrato una crescita che va dal +15% al +30% nel mercato USA, a partire da marzo e nel corso degli otto mesi successivi”. Con queste parole il Master of Wine Nicholas Paris, direttore del Global Sourcing of European Wines per E&G Gallo Winery, conferma il fenomeno pocanzi descritto.

Questo trend, che già di per sé regala interessanti opportunità al Pinot grigio nostrano, può incrementarsi laddove si associ al principio cardine della qualità del prodotto. Sul punto interviene Sandro Sartor, ad del Gruppo Ruffino e CB EMEA, secondo cui il recente riconoscimento della Doc al Pinot grigio delle Venezie permetterà di generare valore e implementare ulteriormente le attività di informazione e promozione oltreoceano “Oggi la maggior parte dei consumatori di vino statunitensi non è ancora perfettamente al corrente delle implicazioni e delle specifiche contenute nel concetto di Denominazione d’Origine. Non solo, anche sul significato di tradizione italiana e di provenienza, se non accompagnato da un marchio potente come nel caso del nostro Chianti Classico, si riscontra una buona dose di incertezza. Solo il 17% dei consumatori intervistati ritiene, infatti, che questo sia un fattore determinante nel processo d’acquisto. I consumatori americani si dimostrano tuttavia sensibili ai valori della Doc una volta che vengono loro illustrati e questo, nel caso del Pinot grigio delle Venezie, deve rappresentare uno stimolo per un’ulteriore crescita nell’immediato futuro. Il Consorzio ha svolto finora un buon lavoro, ma c’è ancora ampio margine di manovra per rendere più familiare agli acquirenti americani il concetto di certificazione, di sicurezza, di controllo e di elevata qualità sia della materia prima che della sua trasformazione”.

Sentiti i ringraziamenti di Albino Armani a chiusura della sessione “Siamo onorati di aver ospitato oggi personalità così autorevoli nel mondo del vino italiano e globale e del Pinot grigio in particolare, che hanno portato testimonianze significative a supporto dello studio sopra descritto riferito al mercato statunitense, di assoluto riferimento per la Doc delle Venezie. Ci gratifica la collaborazione attiva dimostrata oggi e speriamo di continuare a ricevere da tutti input interessanti per arrivare ad un’ulteriore crescita e riconoscibilità“.