Prosecco Doc sempre più green

di Redazione

Con il progetto Pro.s.e.c.co il Consorzio vuole compiere un ulteriore passo avanti, puntando alla certificazione di denominazione sostenibile.

Almeno 265 utenti collegati per la presentazione del progetto Pro.s.e.c.co, con il quale il Consorzio Prosecco mira a testare le condizioni operative per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica, indispensabili a ottenere la certificazione di denominazione sostenibile.

In apertura dei lavori, il presidente del Consorzio Prosecco Stefano Zanette ha dichiarato che “La sostenibilità è richiesta dal mercato e dalla popolazione. Noi come denominazione sentiamo l’obbligo di giungere a livelli di sostenibilità elevati, tali da non compromettere i risultati fin qui conseguiti. La sostenibilità diventerà un vanto per i produttori e per il territorio. Ho la convinzione che sarà così, in forza delle iniziative avviate con l’SQNPI e per l’ampia partecipazione non solo della base produttiva ma di tutti gli attori della filiera: dalle amministrazioni alle organizzazioni di categoria, dagli enti di ricerca alle figure professionali del territorio. Ora – conclude Zanette – con gli importanti risultati ottenuti dal progetto Pro.s.e.c.co, spero di giungere, anche in tempi rapidi, alla certificazione di Denominazione sostenibile per un Prosecco sempre più verde”.

A queste dichiarazioni hanno fatto seguito quelle di Gianluca Fregolent e Alberto Zannol, rappresentanti della Regione Veneto, secondo i quali il Consorzio troverà nelle istituzioni regionali un interlocutore attento ma favorevole a iniziative di questo tipo “Il Consorzio del Prosecco non sarebbe tenuto a occuparsi di aspetti che riguardano la mera produzione, ma con queste azioni di sostegno verso la sostenibilità, alla fine tutela la qualità del prodotto in sé sollevando al contempo l’asticella della qualità nel percepito del consumatore”.

Confermato il supporto al progetto anche da parte di Stefano Vaccari, recentemente insediatosi nel ruolo di Direttore del CREA; il Consorzio confida nel suo prezioso contributo per una ricerca al servizio della produzione e della collettività.

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