Chateau Changyu Moser XV punta sull’Italia con 4 vini internazionali

di Elena Morganti

Degustazione delle quattro referenze – tutte a base Cabernet Sauvignon – della casa vinicola cinese che Meregalli ha iniziato a distribuire.

Il vino cinese approda sul mercato italiano e lo fa puntando sull’alta gamma. Sono stati presentate infatti le etichette di Château Changyu Moser XV – la casa vinicola con base nella regione di Ningxia nata dalla joint venture tra Château Changyu e l’enologo austriaco Lenz Maria Moser. Sono quattro le referenze che saranno distribuite in Italia dal Gruppo Meregalli, specializzato nel segmento fine wines. Sono tutte a base Cabernet Sauvignon e fanno parte delle linee Helan Mountain, Moser family e Purple Air Comes From The Est.

Prevarrà la curiosità o la diffidenza? Secondo il management di Meregalli ci saranno entrambe, ma sarà la curiosità a prevalere. E il posizionamento delle etichette sarà alto.

SI FA PRESTO A DIRE NINGXIA
Quando si parla di Ningxia ci si riferisce per la precisione a un’intera regione autonoma cinese (il Ningxia Hui) con un’estensione di oltre 66mila km quadrati nel centro-nord del Paese, al di sotto della Mongolia Interna. Le coltivazioni di vite che, stando a quanto riportato dal sito wineinningxia.com coprono circa 33mila ettari, si trovano per lo più nella parte settentrionale della regione, protette a ovest dai Monti Helan, mentre a est scorre un tratto del Fiume Giallo. Sebbene la regione sia semi-desertica, questa posizione fa sì che il territorio goda di un clima mitigato, nel quale però permangono escursioni termiche importanti, da massime di circa 35°C in estate fino a minime di -25°C in inverno, tanto che per essere protette le viti vengono letteralmente sotterrate durante i mesi più freddi. A questo fa da contraltare un clima in cui il sole splende per circa 200 giorni l’anno, mentre i terreni, sabbiosi e ciottolosi, costringono la vite a una resa minore e a una maggior concentrazione di sostanze negli acini.

Le tenute di Chateau Changyu Moser XV hanno un’estensione totale di circa 260 ettari e si trovano ai piedi delle montagne, a un’altitudine di circa 1.100 m sul livello del mare. Parte dei vigneti (60 ha) sono situati intorno all’azienda, mentre i restanti si trovano ad alcuni km di distanza.

GLI ASSAGGI
Grande eleganza e perfezione tecnica. Se c’è un tratto che emerge dalla degustazione delle etichette di Chateau Chagyu-Moser XV è proprio questo. Vini splendidi (ci sono piaciuti soprattutto i rossi), bilanciati al naso e al palato, in cui ogni componente è in armonico equilibrio con le altre. Resta però, dopo gli assaggi, un senso di incognita su quale sia l’identità del terroir del Ningxia che – lo ammettiamo, alla prima degustazione di etichette provenienti da questa regione – non siamo stati in grado di cogliere. Abbiamo senz’altro capito che anche in Ningxia, con un’eccellente gestione della vigna e della cantina, si possono produrre vini di qualità ottima, dallo stile internazionale e adatti anche ai mercati più sofisticati. Probabilmente proprio questo è l’obiettivo ma, con uno spirito da esploratori, ci auguriamo di poter degustare presto altre etichette della stessa zona per farci un’idea più chiara delle caratteristiche di questo territorio che, dal nostro punto di vista, restano per ora inespresse.

Helan Mountain White Cabernet Sauvignon Blanc De Noir 2018
Uvaggio: 100% cabernet sauvignon, solo grappoli selezionati a mano da vigneti con un’età media di 15 anni.
Vinificazione e affinamento: diraspatura e pigiatura dei grappoli immediatamente dopo la raccolta, nessun utilizzo di legno.

Si tratta del “primo cabernet sauvignon bianco prodotto in Cina”, ma in realtà il colore è di un rosa salmone chiaro. Al calice rivela subito una buona consistenza e al naso libera aromi dolci di caramella alla fragola, crema e burro e una lieve nota di petali di rosa. In bocca è ricco e dotato di una freschezza viva e presente che bilancia la morbidezza. La nota burrosa avvertita al naso ritorna e accompagna il sorso insieme a un calore ben presente fino alla chiusura.

Moser Family White Cabernet Sauvignon Blanc De Noir 2017
Uvaggio: 100% cabernet sauvignon, solo grappoli selezionati a mano da vigneti con un’età media di 12 anni.
Vinificazione: in bianco, senza contatto con le bucce.
Affinamento: 12 mesi in barrique di rovere francese nuove e una piccola parte in acciaio.

Di un giallo quasi ramato, nel calice se ne percepisce subito la consistenza. Al naso le note più immediate sono quelle di burro e vaniglia, a cui fanno seguito quelle di pesca sotto spirito, pinoli tostati, crema e una leggera nota di caramello. Al palato spiccano grande morbidezza e calore importante, una buona sapidità e un finale amaricante e persistente.

Helan Mountain Cabernet Sauvignon 2017
Uvaggio: 100% cabernet sauvignon, solo grappoli selezionati a mano da vigneti di età tra i 12 e i 18 anni.
Vinificazione e affinamento: nessun impiego di legno. Il vino è stato imbottigliato a febbraio 2019.

In una parola: perfezione. Un cabernet preciso, scolastico, di quelli che si spera di incontrare nei corsi di degustazione per capire cosa significhi ‘cabernet in purezza’. Al calice si presenta di un bel rosso rubino lucente con un naso intenso di frutta rossa matura, note di pepe e tè nero, ma anche sentori erbacei e di foglia di pomodoro. Al palato è sostenuto da una bella spalla acida con un tannino piacevole e ben integrato, che asciuga e invita a un nuovo sorso. Sicuramente un vino che ha ancora molto da offrire nel tempo.

Purple Air Comes From The East (The Icon) 2016
Uvaggio: 100% cabernet sauvignon, di un clone dagli acini particolarmente piccoli e la buccia spessa, che permette una grande estrazione di tannini, colore e aromi. Vengono vendemmiati solo grappoli selezionati a mano da vigneti di età tra i 12 e i 18 anni.
Vinificazione e affinamento: affinamento di 24 mesi in barriques di cinque tipi diversi, per varietà di legno e intensità di tostatura.

Si tratta dell’etichetta top di gamma della maison, prodotta in sole 6.300 bottiglie da uve provenienti dalle migliori parcelle della tenuta. La 2016 è la seconda annata imbottigliata, dopo 5 anni di studi e prove di vinificazione. Interessante la scelta del nome, sicuramente evocativo, il cui significato è quello di “un buon auspicio che arriva da Est”. Un’espressione con un richiamo culturale importante, legato nella tradizione a un episodio della vita del Laozi, fondatore del daoismo, una delle principali dottrine orientali. Secondo la leggenda, durante il suo viaggio verso Ovest, prima di giungere ai confini del regno, il saggio sarebbe stato preceduto da una nebbia violacea, interpretata come un presagio positivo dalla sentinella che si trovava di guardia. Sarebbe stato proprio al suo arrivo infatti, che Laozi avrebbe scritto il Daodejing, principale testo di riferimento daoista. Il viola era inoltre un colore associato al potere imperiale e ritenuto di grande prestigio. E se importante è il colore in etichetta, altrettanto importante è anche il colore di questo vino, di un rosso rubino intenso, dovuto alla tipologia di cabernet sauvignon impiegata. Al naso gli aromi sono intensi e verticali. Dalla frutta a bacca rossa e nera ai sentori erbacei e di sottobosco, dalle note di cuoio e tabacco a quelle dolci di vaniglia. In bocca Purple Air è caldo e vellutato, bilanciato da una bella freschezza e da tannini morbidi e piacevoli. Un vino di grande eleganza.