La Dama e la Regina: capsule collection da vigne urbane

di Giambattista Marchetto

Due etichette che raccontano figure femminili passate alla storia e che narrano quanto sia antica e gloriosa l’arte della viticoltura in Italia. Una sinergia nata in seno alla Urban Vineyards Association.

Nasce in occasione delle festività natalizie una inedita partnership enoica tra il patrimonio vitivinicolo urbano d’Italia e le storie emblematiche a esso collegate. L’originale collaborazione ha preso vita all’interno della Urban Vineyards Association, l’Associazione internazionale nata nel 2019 per valorizzare le vigne cittadine dislocate in tutta Europa, e vede come protagoniste le città di Torino e Milano.

Per mettere in risalto il “filo rosa” che lega due vini a donne che sono state personaggi chiave della storia, nasce la capsule collection “La Dama e la Regina” che raccoglie in un cofanetto la Freisa di Chieri DOC Superiore Vigna Villa della Regina 2016, prodotto nella vigna di Torino che insiste nella proprietà della villa reale dei Savoia, e La Dama di Milano realizzato con la stessa Malvasia di Candia aromatica che Leonardo Da Vinci coltivava nella sua vigna in città.

IL GENIO E LE REGINE
Il cofanetto, in limited edition, testimonia due progetti ambiziosi. Il vigneto urbano di Torino, incastonato nella collina torinese, è tornato in vita all’inizio degli anni 2000 dopo decenni di abbandono, mentre a Milano, attraverso studi genetici effettuati dall’equipe di UniMi sui tralci rinvenuti nella Vigna di Leonardo, è stato riscoperto il DNA del vitigno del Genio.
Il Vigna Villa della Regina è dunque prodotto dall’azienda Balbiano e nasce nel vigneto seicentesco di Villa della Regina, oggi patrimonio Unesco, residenza estiva di alcune regine sabaude nel corso del Settecento.

La Dama di Milano narra invece un’altra incredibile vicenda legata al genio di Leonardo Da Vinci che, alla fine del XV secolo si trasferì nel capoluogo lombardo presso la Casa degli Atellani, dimora quattrocentesca con giardino vitato donatagli da Ludovico il Moro come pagamento per l’Ultima Cena. Proprio in onore della celebre amante del Moro, Cecilia Gallerani, Leonardo realizzò il famoso ritratto “La dama con l’ermellino”, capolavoro della ritrattistica femminile che oggi presta il nome al vino tratto dalla stessa uva che Leonardo coltivava nella sua vigna di Milano.