Il Lugana Doc reagisce al 2020, cresce e guarda avanti

di Redazione

Il presidente Ettore Nicoletto traccia un primo bilancio: “Un anno complesso, dal quale la nostra Denominazione esce a testa alta”.

Nonostante le difficoltà che hanno segnato il 2020, il bilancio di fine anno del Lugana Doc è senza dubbio positivo, grazie alla crescita degli imbottigliamenti (+12%), che si è accompagnata ad alcuni importanti riconoscimenti e alla sempre maggiore attenzione posta sul bianco gardesano dai consumatori nazionali ed esteri.

Questi risultati hanno spinto il Consorzio a sbloccare il prodotto stoccato nel 2019, per accogliere una domanda trasferitasi in parte lungo il canale della Gdo e dell’e-commerce, vere panacee alla crisi che ha coinvolto nel corso dell’anno in conclusione l’Horeca. È proprio nella Gdo che il Lugana ha conquistato il primato di vino bianco con il più alto prezzo a scaffale (fonte IRI marzo, aprile 2020), con un prezzo medio a bottiglia di 7,5€, un + 17% in valore e un +25% in volume rispetto al periodo precedente. Il tutto grazie anche all’attività del Consorzio, che si è esposto in favore di interventi e comportamenti, da parte di ogni attore della filiera produttiva, che salvaguardassero ed aiutassero ad aumentare il valore economico della Denominazione Lugana. Prova ne è che la rilevazione dei prezzi medi dei Lugana sfusi al 9 novembre 2020 è cresciuta del 41% rispetto a settembre dello stesso anno, da 1,45€ a 2,05€ al litro (fonte CCIAA VR).

In retrospettiva il 2020 è stato un anno estremamente complesso, che ha messo sotto forte stress economico le aziende e posto il sistema del vino, nel suo insieme, di fronte a spunti di riflessione fondamentali per lo sviluppo futuro a breve e medio termine – commenta il Presidente Ettore Nicoletto -. Dobbiamo cercare di concentrarci sullo sviluppo di quelle strategie imprenditoriali che si sono rivelate vincenti anche in periodo di crisi: profilazione del cliente e canali di comunicazione diretti, e-commerce, ma soprattutto un restauro della distribuzione moderna, che può rivelarsi uno strumento utile anche in futuro, a prescindere dalla situazione emergenziale. Ora più che mai, il Lugana deve guardare avanti.

L’area della Doc Lugana conta oltre 2.500 ettari di superficie vitata, con un imbottigliato che, nel 2020, dovrebbe superare i 24 milioni di bottiglie. Di queste, circa il 70% viene esportato all’estero, principalmente verso Germania e Stati Uniti, che stanno crescendo considerevolmente di anno in anno. E proprio sull’estero si concentreranno fin dalle prossime settimane le attività promozionali del Consorzio che tornerà a guardare oltre Europa, con importanti appuntamenti negli USA e in Giappone.

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