Lo champenoise dei Monti Lessini esalta la durella

di Elena Morganti

Dall’assaggio di oltre 40 referenze, una selezione per il brindisi di Capodanno. E una netta preferenza al metodo classico.

Altitudine, clima fresco, terreni vulcanici e un’uva autoctona in grado di regalare elevata acidità e carattere ai vini. Il Durello ha tutte le carte in regola per diventare uno degli spumanti più caratteristici e riconoscibili del nostro Paese – specialmente nella versione metodo classico -, ma resta per ora un tesoro nascosto, conosciuto soprattutto dai consumatori locali e dagli intenditori.

Si parte da un territorio unico, quello dei Monti Lessini orientali, a cavallo tra le province di Vicenza e Verona (Veneto). Un insieme di alte valli e pascoli in cui i vigneti si posizionano all’incirca tra i 300 e i 700 metri sul livello del mare, in un areale di circa 20mila ettari delineato dal disciplinare. I suoli, di origine vulcanica e marina, sono ricchi di basalto e variano per composizione andando a delineare 15 diverse aree di riferimento, identificate dal Consorzio di tutela come ‘cru’ attraverso un approfondito studio sulla zonazione. Da Ovest a Est: Piani, Cattignano, Vestenanova, San Giovanni, Mandarosa, Calvarina, Brenton, Duello, Santa Margherita, Agugliana, Chiampo, Arzignano, Trissino, Monte di Malo e Val Leogra. In questo contesto si inserisce perfettamente la durella, uva autoctona – coltivata su 420 ettari – il cui nome deriva dalla compattezza della buccia, dotata di un’elevata acidità che la rende particolarmente adatta per la spumantizzazione. Il disciplinare di produzione ne prevede l’utilizzo in uvaggio per almeno l’85% con possibili aggiunte di chardonnay, garganega, pinot bianco e pinot nero, per la realizzazione di due diversi vini Doc:

– il Lessini Durello, metodo Martinotti ottenuto con la rifermentazione in autoclave;

– il Monti Lessini, metodo classico con permanenza sui lieviti di almeno 24 mesi (con menzione Riserva a partire dai 36 mesi).

La diversificazione è in realtà recente ed è stata portata a termine proprio nell’ultimo anno con l’obiettivo di valorizzare le bollicine come maggiore espressione enoica del territorio (una volta veniva prodotto anche vino bianco fermo, oggi non più rivendicato come Doc). E se la distinzione rende più chiara l’etichetta, al palato non ci sono dubbi sulle differenze tra i due prodotti. Nel caso del Lessini Durello Doc, infatti, parliamo di uno spumante più giovane, fruttato e semplice negli abbinamenti, mentre il Monti Lessini Doc spicca per intensità e complessità gusto-olfattiva, oltre a una struttura e una persistenza che lo rendono capace di accompagnarsi anche a piatti più importanti.
Dopo le degustazioni di oltre 40 etichette del territorio, è proprio il metodo classico che secondo noi emerge per carattere e personalità. Una tipologia che porta alla loro massima espressione il vitigno autoctono e le specificità minerali del suolo, esaltandole e dando vita a un prodotto estremamente riconoscibile e autentico. E in un panorama come quello degli spumanti veneti, dominato da uno dei metodi Martinotti più famosi del mondo, lo champenoise dei Monti Lessini potrebbe tranquillamente affermarsi, per poi posizionarsi accanto alle più rinomate bollicine italiane, alle quali non ha niente da invidiare.

Per concludere, vi proponiamo di seguito una selezione dei nostri migliori assaggi – anche metodo Martinotti -, sperando di orientare i vostri brindisi di fine anno su un prodotto in grado di raccontare una storia e un territorio da scoprire, magari anche di persona, non appena sarà possibile.

Attenzione: poiché la modifica del disciplinare è attiva a partire dall’ultima vendemmia, nei vini qui sotto e soprattutto nei metodo classico troverete ancora i vecchi nomi. Li distinguiamo quindi per metodo di produzione.

 

METODO CLASSICO

Dal Cero – Tenuta Corte Giacobbe – Cuvée Augusto, Lessini Durello DOC Riserva 2013, dosaggio zero

Una delle più belle espressioni di Durello. Dal colore intenso, quasi dorato e il perlage fine e persistente. Al naso libera aromi di crosta di pane e pasticceria, note citrine e sensazioni minerali. In bocca è fresco e la bollicina stimola piacevolmente tutto il palato insieme a sensazioni di panificazione che tornano e a una bella mineralità.

Fattori – Roncà, Lessini Durello Doc 60 mesi pas dosé (vendemmia 2013)

Di un giallo paglierino delicato e lucente nel calice, con bollicine fini e persistenti. Al naso aromi di pera abate e crosta di pane, fieno e fiori secchi, ma anche sentori minerali, quasi iodati. La bolla è avvolgente al palato e il sorso è sapido e soddisfacente, con una chiusura asciutta dai ricordi di mandorla amara, che invita a un nuovo calice.

Fongaro – Cuvée 48 mesi brut (vendemmia 2014)

Di un colore lucente e tendente al dorato, perlage fine e molto persistente. Al naso regala aromi complessi che vanno dalla composta di pere alle note mielate e di ginestra, fino agli accenni di pietra focaia. Sapido al palato, con una morbidezza che gioca con la pungenza elegante della bolla. Chiusura calda e minerale, infine, per un sorso di grande equilibrio.

Fongaro – Lessini Durello Doc brut Riserva 60 mesi (vendemmia 2014)

Le bollicine formano catene fini e continue, che illuminano un calice dal colore dorato e lucente. In naso è intenso e complesso, tra aromi di miele millefiori e ricordi di composta di arancia e pasticceria secca, con spiccate note di pietra focaia. In bocca la bolla è persistente e porta con sé una bella avvolgenza e sentori mielati, fino al finale lungo, agrumato e minerale.

Gianni Tessari – Lessini Durello Doc 36 mesi brut

Nel calice il perlage è fine e vivace, disposto in catene continue di bollicine che liberano aromi di crosta di pane e note di fieno. In bocca spicca la mineralità, che regala una piacevole salivazione ai lati della lingua e stimola il palato accompagnando il sorso fino in chiusura, dove ritornano i sentori di crosta di pane.

Azienda Agricola Montecrocetta – Lessini Durello Doc brut millesimato 2010

Il Durello preferito del nostro direttore (assieme al Dal Cero). Dorato nel calice, con note di crosta di pane abbrustolita e di ruggine, ricordi di nespola matura e polvere da sparo. Al palato è minerale e dai sentori lievemente ossidativi, chiude con una bella acidità citrina.

Sacramundi – Lovara, Lessini Durello Doc brut

Di un giallo paglierino tenue con perlage fine e molto persistente, al naso regala un bouquet di fiori bianchi freschi, mela croccante e iodio, con ricordi piacevoli di affumicatura. Al palato rivela una splendida vivacità, ma anche morbidezza e una sensazione piacevole di frutto che ritorna e vira verso un finale sapido.

Sandro De Bruno – Lessini Durello Doc extra brut 36 mesi

Belle al naso le note citrine che anticipano sentori di pane appena sfornato e fiori essiccati, pietra focaia e ricordi di frutta secca. Al palato è un vino schietto: secco e fresco, con una bella sapidità che porta con sé un gusto amaricante e una chiusura asciutta.

Sandro De Bruno – Lessini Durello Doc brut, Riserva 60 mesi

Giallo dorato nel calice con bolle paffute e continue. Al nato libera sentori mielati e di pasticceria, con ricordi di erbe aromatiche essiccate. In bocca la bolla è persistente e accompagnata da una grande sapidità, che lascia un sentore piacevolmente amarognolo sul finale. Ritornano in chiusura anche le sensazioni mielate.

Tirapelle – Lessini Durello Doc brut Riserva (vendemmia 2015)

Bolla fine ed elegante in un bel calice color giallo paglierino intenso. Al naso profumo di pane e pasticceria secca, fieno, lievi sentori mielati e un’impronta chiara di pietra focaia. Bella l’avvolgenza al palato, tra sapidità, morbidezza, effervescenza persistente e note di miele che tornano in chiusura.

Tonello – Io Teti, Lessini Durello Doc brut

Profumi lievi di pane appena sfornato, paglia e fiori secchi. Il perlage, bello e fine nel calice, in bocca solletica il palato per tutto il sorso, accompagnando la sapidità e creando un bilanciamento elegante con la freschezza e la morbidezza. Asciutta e piacevole la chiusura. Da notare, oltre al vino, anche la scelta dell’etichetta dal design pulito e giovane.

Tonello – Io Aurora, Lessini Durello Doc Riserva brut nature

Naso complesso e molto piacevole di crosta di pane, pasticceria secca e crema alla vaniglia, ma anche fieno, camomilla e ricordi di miele. Al palato la bolla è persistente per un sorso di grande freschezza e sapidità, con sentori di panificazione che tornano nel finale, secco e pulito.


METODO MARTINOTTI

Cavazza – Lessini Durello Doc brut

Naso di mela fresca e minerali. Sapido al palato, con una bella piacevolezza della bolla e della freschezza citrina.

Corte Moschina – Lessini Durello Doc brut millesimato

Bei profumi fioriti e fruttati, con piacevoli note minerali. Al palato è bella soprattutto la sapidità che accompagna tutto il sorso, assieme a un frutto fresco e croccante.

Danese – Lessini Durello Doc brut

Perlage fine e persistente e un naso delicato di fiori bianchi e mela renetta. In bocca è secco e dotato di una bella sapidità che chiude il sorso con un finale piacevolmente amaricante.

Sacramundi – Ventus, Lessini Durello Doc brut

Piacevole al naso con aromi puliti e intensi, ben bilanciati tra il floreale e il fruttato. Il frutto ritorna al palato insieme a un’acidità vivace e una bollicina persistente e fine.

Tirapelle – Lessini Durello Doc brut

Un bouquet intenso e piacevole di fiori bianchi freschi, con profumi dolci di pera e mela e una delicata sensazione citrina. Al palato grade freschezza e una bella sapidità.

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