Un 2020 di crescita per l’Asolo Prosecco

di Redazione

La più piccola delle Denominazioni dell’Universo Prosecco supera l’ostacolo Coronavirus e prova ad allargare il suo bacino di consumatori italiani.

L’Asolo Prosecco chiude il 2020 con 18,7 milioni di bottiglie certificate, in crescita del 10% rispetto a 12 mesi fa, quando il monte bottiglie era prossimo ai 17 milioni. In ragione di questo exploit, l’Asolo è ora la ventesima Denominazione italiana per volumi imbottigliati, nonché la settima tra quelle basate su uve bianche e la quarta tra le spumantistiche.

Nonostante i gravi cambiamenti che la pandemia ha prodotto sulla società e sulle abitudini verso i consumi – commenta il presidente del Consorzio Asolo Prosecco, Ugo Zamperoni, il 2020 è stato un altro anno di consistente incremento per la nostra denominazione. I dati dell’ultimo trimestre rafforzano la percezione della dinamica ancora crescente della domanda di Asolo Prosecco, il che conferma la validità delle scelte che abbiamo adottato per la vendemmia 2020, quando siamo stati tra i pochi Consorzi di tutela italiani a non ridurre le rese, ritenendo addirittura opportuno richiedere alla Regione Veneto l’autorizzazione ad adottare la riserva vendemmiale: una scelta espansiva che ci permetterà di assecondare eventuali richieste aggiuntive, qualora nel corso del nuovo anno il mercato continuasse a domandare volumi sempre maggiori. Del resto – conclude il presidente -, già la scorsa primavera scegliemmo di liberare lo stoccaggio della vendemmia 2019 per non creare criticità nell’offerta di prodotto, e anche questa si è dimostrata una scelta corretta. I dati delle giacenze, poi, ci dicono che il vino prodotto nel 2019 è praticamente tutto esaurito, tanto che negli ultimi mesi del 2020 è stato necessario usufruire di vino nuovo”.

La crescita dell’Asolo, costante durante tutto l’anno, periodo pandemico compreso, è avvenuta soprattutto attraverso il canale della Gdo italiana ed estera. Al contrario hanno sofferto le aziende medio-piccole che avevano come principale canale di sbocco la ristorazione italiana, fortemente penalizzata dalla crisi. “Proprio per questo – spiega Zamperoni – le attività di promozione che abbiamo in cantiere nelle maggiori città nazionali mireranno ad interessare all’Asolo Prosecco una fascia sempre più ampia di utenti, sensibili ad una produzione spumantistica connotata dai forti valori identitari qual è la nostra. Ci conforta peraltro che nel 2020 i valori dell’uva e del vino all’ingrosso si siano mantenuti costanti, se non con qualche accenno al rialzo, permettendo di mantenere equilibri proporzionati all’interno di una filiera che si sta fortemente impegnando nel garantire una continua crescita di qualità”.

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