I consumatori italiani chiedono sostenibilità

di Redazione

Cresce la fetta di responsabili di acquisto pronta a modificare le proprie abitudini, alla ricerca di prodotti green e dal packaging ecocompatibile.

In occasione del terzo appuntamento dell’Osservatorio Packaging, Nomisma ha pubblicato una corposa indagine condotta su oltre 1.000 responsabili di acquisto di età compresa tra i 18 e i 65 anni, che evidenzia una forte e crescente propensione green della nazione. In uno scenario segnato da profondi mutamenti nelle abitudini sociali e da una stringente crisi economica, stupisce la solidità della vocazione green degli italiani, che in modo sempre più convinto guardano alla sostenibilità, invocando concrete azioni di governo a sostegno.

È, infatti, significativo che il 33% degli intervistati dichiari di aver aumentato la propria attenzione nei confronti delle tematiche ambientali, a fronte di un esiguo 4% che, invece, ha visto scemarla. Si spiega così la diffusa richiesta da parte degli intervistati affinché queste rientrino anche nell’agenda politica: ambiente e cambiamento climatico, citato dal 38% degli italiani, sono, infatti, il terzo aspetto verso cui dovrebbe concentrarsi l’impegno sociale e politico nei prossimi 3-5 anni, dietro ad ambiti quali lavoro ed occupazione (70%) e salute e sanità (66%). In modo ancor più radicale vi è poi un ulteriore 19% che chiede che gli sforzi di tutta la società vadano nella direzione di uno sviluppo sostenibile. Lo scenario è, dunque, quello di un green-deal che sostenga la ripresa economica ed occupazionale del paese. Posizione che appare ancora più chiara se si pensa che 6 italiani su 10 si dicono preoccupati per il cambiamento climatico, il 46% per la produzione e relativo smaltimento dei rifiuti e il 41% per l’inquinamento atmosferico.

Per soddisfare questo sentimento, vari sono gli atteggiamenti che gli italiani dichiarano pronti ad assumere nei prossimi 12 mesi. Aumenta di 15 punti la percentuale di chi preferirà utilizzare con regolarità mezzi di trasporto green (che passa dal 24% di chi lo fa già oggi al 39%) e arriverà all’81% la quota di chi ridurrà lo spreco alimentare (+ 5%). In materia di comportamenti di acquisto, emerge l’attenzione verso la tutela ambientale, che prende forma nei prodotti realizzati con metodi sostenibili (il 54% lo farà regolarmente nei prossimi 12 mesi), a km0 (preferiti in maniera costante dal 50% degli italiani) o biologici (la cui quota di frequent user si attesterà al 51%).

A raccontare l’impegno degli italiani verso la transizione verde anche l’acquisto di prodotti con imballaggio ridotto (scelta che nel giro di un anno diventerà la norma per il 65% dei responsabili di acquisto) o sostenibile (decisione che nel 2021 verrà effettuata con costanza dal 59% degli italiani, contro il 45% di chi lo fa già).

Volendo definire la sostenibilità di un prodotto alimentare, sono quattro i macro-aspetti che gli italiani sembrano considerare: in primis, con un peso del 34%, i metodi di produzione, seguiti dalle caratteristiche del packaging (fattore che da solo incide per il 33%), dagli aspetti più legati ai temi della filiera e dell’origine delle materie prime (22%) e dalla responsabilità etica e sociale (13%). Il packaging si conferma, dunque, un attributo in grado di definire la percezione della sostenibilità di un prodotto alimentare. Non solo, il 47% degli italiani individua come principale funzione del packaging “contribuire a definire la sostenibilità del prodotto”. Ruolo che segue le più tradizionali e fondamentali funzioni di conservazione (66%) e protezione delle proprietà organolettiche dei prodotti (60%).

Da un lato la crescente attenzione ai temi della tutela ambientale, dall’altra la capacità del packaging di incidere sulla sostenibilità percepita del prodotto rendono la confezione e le sue caratteristiche green un importante driver di scelta dei prodotti: 1 italiano su 4 individua come principale driver di scelta dei prodotti alimentari la presenza di una confezione sostenibile. Non solo, un pack non sostenibile rappresenta un buon motivo di abbandono, tanto che, negli ultimi 6, mesi il 14% degli italiani ha smesso di acquistare prodotti a causa di una confezione che non presentava elementi di sostenibilità. Tra le caratteristiche dell’imballaggio che più incidono sulle scelte di acquisto si annoverano l’assenza di overpackaging (55%), la riciclabilità (43%), la presenza di materie prime derivanti da fonti rinnovabili o a ridotte emissioni di CO2 (43%), quella di materiale compostabile o biodegradabile (41%) e la completa assenza di plastica (32%). A non prestare attenzione al materiale della confezione nell’atto di acquisto solo il 7% degli italiani.

La sostenibilità rappresenta, dunque, un fattore chiave nelle scelte di acquisto dei consumatori, con conseguente aumento dell’offerta verde, con il 28% delle aziende che propongono prodotti con caratteristiche green (Fonte: Osservatorio Immagino Nielsen GS1). Tuttavia, gli italiani non sono ancora pronti a pagare un mark up per avere un pack green: il 53% dichiara una willingness to pay nulla o quasi.

Tutto ciò significa da un lato che gli italiani intendano la sostenibilità della confezione come un valore intrinseco del prodotto e non un surplus e, dall’altro, evidenza la necessità di comunicare cosa significa e quali effetti produce utilizzare un packaging con caratteristiche di sostenibilità. A riprova di questo, l’insoddisfazione degli italiani legata alla quantità e alla tipologia di informazioni di cui dispongono per valutare la sostenibilità dei prodotti acquistati. Per ricercare indicazioni sugli aspetti green dei prodotti gli italiani leggono infatti le etichette (strumento utilizzato dal 75% degli italiani) o si informano online (20%), sebbene il 26% valuta ancora insufficienti le informazioni a disposizione e un ulteriore 64% vorrebbe saperne di più. Tra le indicazioni più apprezzate e ritenute più utili, la ricerca cita le modalità di riciclo della confezione (molto importante o importante per 8 italiani su 10), la percentuale di materiale del pack proveniente da fonti rinnovabili (75%), la quantità di plastica ridotta o non più utilizzata per produrre quell’imballo (70%) e le emissioni di CO2 risparmiate per la produzione del pack (61%).

L’importanza di parlare di packaging, delle sue caratteristiche e dei suoi impatti risulta ancora più chiara se si guarda all’incremento del consumo di packaging registrato nell’ultimo anno complici le scorte effettuate durante il lockdown. Secondo i dati Nielsen vi è stato infatti un aumento del 5,2% delle confezioni vendute nel 2020 rispetto al 2019. pari ad un aumento di +2,3 miliardi di confezioni.  Per Silvia Zucconi – Responsabile della Business Unit Market Intelligence & Consumer Insight di Nomisma “In un momento in cui la fidelizzazione del consumatore si lega sempre più agli impegni e ai valori trasmessi da brand e retailer, la comunicazione (anche quantitativa) degli aspetti green delle confezioni e degli spillover generati sull’ambiente grazie al ricorso a materiali e a metodi di produzione Environmental-friendly non è solo un fattore richiesto a gran voce dai consumatori – oggi pronti a fare scelte consapevoli e ponderate – ma anche un elemento strategico per l’industria e la Distribuzione Moderna. Il packaging è infatti oggi un elemento in grado di qualificare e definire la sostenibilità di un prodotto ed indirizzare le scelte di acquisto dei consumatori.”

Secondo Nicola De Carne – Retailer Client Business Partner Nielsen “In un anno caratterizzato da fenomeni fuori dall’ordinario, nel largo consumo confezionato industria e distribuzione hanno continuato nel loro percorso verso un’offerta di prodotti sempre più sostenibili e dal packaging sempre più green”.

I prossimi obblighi normativi sulla comunicazione ambientale, vedi D.lgs. 116/220, possono costituire un’opportunità per favorire la diffusione di nuovi modelli di gestione ambientale strategica – dice Alessandro Manzardo, Phd, Socio-Fondatore SpinLife – con questo termine ci riferiamo ad un uso innovativo degli standard volontari ISO dove la variabile ambientale è il motore dell’innovazione di prodotto e della sua valorizzazione nei mercati.”