Lorenzo Barbero nuovo presidente del Consorzio Asti

di Redazione

Territorio e crescita del percepito gli obiettivi del nuovo presidente dell’ente di tutela dei vini astigiani a base Moscato.

Lorenzo Barbero è appena nominato nuovo Presidente del Consorzio Asti e Moscato d’Asti. Classe 1961, enologo, appassionato di vini spumanti e Vermouth e direttore dello stabilimento Campari di Canale d’Alba, Barbero succede a Romano Dogliotti in carica dal 2017.

Il presidente eletto commenta così il suo nuovo incarico “Mi accingo ad assumere il ruolo di presidente con l’entusiasmo e la passione che devo a una grande denominazione e a un comparto che ha saputo affrontare al meglio la difficile prova dell’anno passato”. E, in merito alla strategia di promozione e comunicazione per i prossimi anni, si concentra sugli obiettivi del futuro “Penso al rapporto strategico con il territorio, al progetto ‘rotonde stradali’, alle installazioni ‘firma’ della denominazione e al benvenuto di un’area che, per prima in Italia tra quelle vitivinicole d’eccellenza, è stata dichiarata Patrimonio dell’Unesco. Penso alle tante sfide che ancora ci attendono e che devono trovarci uniti e coesi con l’unico obiettivo di far crescere la denominazione in termini di volumi e di valore, ma anche di percezione di quello che realmente sono l’Asti Spumante e il Moscato d’Asti, prodotti da un territorio unico al mondo. Io farò del mio meglio e sono certo che faranno altrettanto tutti coloro che hanno a cuore il futuro della denominazione”.

Gli fa eco Romano Dogliotti, Presidente uscente “Lascio l’incarico di presidente di un Consorzio che è tornato a fare comunicazione e marketing, a interessarsi al territorio Patrimonio Unesco e ai mercati italiani ed esteri, dando voce alle diverse anime di una filiera che ha saputo operare a favore del mondo dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti Docg. Per il futuro mi auguro che il Consorzio, d’intesa con tutti gli attori della filiera produttiva, dai vignaioli alle Case spumantiere, dalle cooperative ai vinificatori, sappia trovare ancora di più quell’unità e quell’intesa che merita una denominazione così importante non solo per il Piemonte, ma per l’Italia e il Made in Italy”.

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