Prove di disgelo nella lite Airbus-Boeing

di Redazione

Il vino italiano si salva dalla revisione dei dazi USA per la vicenda Airbus-Boeing, mentre rimangono le misure verso gli altri paesi europei.

USTR and the U.S. industry affected by the non-compliance with the DSB recommendation agree that a revision is unnecessary”. Con questa nota ufficiale l’ USTR – United States Trade Representative spenge le preoccupazioni attorno alla temuta revisione semestrale dei dazi americani sulle merci comunitarie, da tempo oggetto di un duro scontro commerciale tra le due sponde dell’Atlantico. Pur persistendo un’extra tassazione su alcuni prodotti comunitari, l’amministrazione Biden ha interrotto l’escalation della crisi, in attesa di quella soluzione definitiva di cui lo stesso Macron parla in una  lettera indirizzata al neopresidente democratico.

Per il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti:“Da giorni nei corridoi di Bruxelles si discute di una possibile mutua sospensione dei dazi Airbus-Boeing come primo atto di distensione delle relazioni transatlantiche. Per ora, scampato pericolo per un nuovo carosello e importante segnale da parte dell’Amministrazione Biden. Auspichiamo che i prossimi giorni segnino una svolta ancora più netta: il vino europeo confida in una rinnovata stabilità del mercato americano”.

La notizia è stata accolta con favore anche da NABI – National Association of Beverage Importers, secondo la quale “The National Association of Beverage Importers (NABI) is appreciative of the USTR decision here not to increase and expand the financial damages suffered by importers of wine and distilled spirits (and the threaten tariffs on beer) who are in no way connected with this aerospace trade dispute”. Coerentemente a molti analisti, anche Nabi ritiene che “this was the expected as the minimum outcome in order to reflect the declared trade policy of the Biden/Harris Administration to rebuild trust and confidence with the traditional trading partners and allies of the United States. Any increase in the Airbus tariffs would have negated that clear message”.