Registrati tre nuovi cloni di Turbiana

di redazione

Dopo anni di sperimentazioni il Consorzio ha individuato tre cloni adatti a preservare l’identità del Lugana a fronte dei cambiamenti climatici in atto.

A 9 anni di distanza dal primo impianto e dopo una meticolosa selezione che ha interessato 70 “piante madri”, sono stati ufficialmente inseriti nel registro nazionale della varietà di vite i 3 cloni che meglio rappresentano le caratteristiche di tipicità di questo straordinario vitigno. Si chiamano Turbiana CTL1, Turbiana CTL3, Turbiana CTL5, dove la sigla CTL sta per Consorzio Tutela Lugana, il vero protagonista di questo importante lavoro di ricerca iniziato nel 2010, con l’avvio delle indagini nei più antichi vigneti di Lugana per garantire tipicità, affinità territoriale e maggiore sostenibilità alla Denominazione.

Riteniamo che questo sia un ulteriore e importante passo nella definizione identitaria del vitigno Turbiana e nell’avanzamento della ricerca viticola, il cui obbiettivo sarà far confluire nei nuovi cloni i caratteri identitari del vitigno e quelle caratteristiche fisiologiche che permettano alla viticoltura di adeguarsi al cambiamento climatico e di essere sempre più sostenibile – dichiara il direttore del Consorzio, Andrea BottarelCercare di combinare queste caratteristiche richiede tempo e dedizione, ma è un passaggio fondamentale perché, paradossalmente, si rischia di perdere più tipicità nei vecchi cloni, selezionati molti anni fa, che in quelli di recente selezione. Le caratteristiche del suolo non variano, ma il clima sta cambiando e con l’innalzamento delle temperature estive medie, soprattutto per quel che riguarda i vini bianchi, si potrebbe perdere molta di quella freschezza, che deriva dall’acidità, e che definisce il Lugana. Oltre all’adozione di diverse pratiche di gestione del verde è indispensabile poter optare per cloni più tardivi, senza però rinunciare ai caratteri identitari della Turbiana”.

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