Persi 26 mld senza i turisti stranieri in un anno di Covid

di Redazione

Il 2020 si conferma un anno difficile per il turismo interno, che ha visto crollare del 60% le spese internazionali a causa delle ripetute limitazioni agli spostamenti imposte dalla pandemia.

L’emergenza Covid ha tagliato di circa 26 miliardi le spese dei viaggiatori stranieri in Italia che crollano di quasi il 60% nel 2020 rispetto all’anno precedente e toccano il minimo da almeno venti anni. È quanto emerge da una proiezione della Coldiretti su dati Bankitalia ad un anno dal primo lockdown scattato con il Dpcm dell’8 marzo 2020 per la Lombardia ed alcune province e poi esteso l’11 marzo all’intero territorio nazionale.

L’Italia – sottolinea la Coldiretti – è fortemente dipendente dall’estero per il flusso turistico con ben 57 milioni di viaggiatori stranieri che durante l’ultimo anno hanno dovuto rinunciare a venire nel Belpaese per effetto delle limitazioni agli spostamenti e per le preoccupazioni sulla diffusione del contagio”.

Ad essere penalizzate sono state soprattutto le città d’arte, che sono le storiche mete del turismo dall’estero, ma anche gli oltre 24mila agriturismi nazionali. Non è un caso che nel 2020 a far registrare il risultato più negativo nei consumi sono stati gli alberghi ed i ristoranti con un calo del 40,2% seguiti dai trasporti che si riducono del 26,5% e dalle spese per ricreazione e cultura che scendono del 22,8%.

La Coldiretti indica, inoltre, nel green pass vaccinale lo strumento che potrebbe salvare l’estate degli stranieri in vacanza in Italia. Per questo ritiene importante la presentazione da parte della Commissione europea il prossimo 17 marzo della proposta legislativa per un Digital green pass con l’obiettivo di consentire gradualmente agli europei di muoversi in sicurezza all’interno o all’esterno dell’Ue, per lavoro o turismo. “È importante che con l’avanzare della campagna di vaccinazione e l’apertura delle frontiere si proceda anche alla ripartenza delle attività di ristorazione a pranzo e cena, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza” conclude la Coldiretti.