Al via l’operazione rebranding per la Doc delle Venezie

di Daniele Becchi

Il Consorzio di Tutela si affida all’agenzia Grey per ridisegnare la propria identità e presentarsi ai mercati internazionali con una veste più autentica e competitiva.

Per la DOC delle Venezie, il 2021 si apre all’insegna di una significativa operazione di rebranding, la prima mai fatta dalla nascita della denominazione, volta ad aumentare la reputazione del marchio collettivo che rappresenta la più estesa area vocata al Pinot grigio a livello mondiale e, soprattutto, a legare la propria immagine a tutti i valori intrinsechi che lo contraddistinguono.

In vista della prossima ripresa il cda del Consorzio ha affidato al network internazionale Grey lo sviluppo dapprima di una forte identità di marca e il set-up di tutti i suoi elementi. In un momento congiunturale complicato che si accompagna a una fase di evidente crescita per la Doc delle Venezie (+4,7% di imbottigliato nel 2020), è tempo ormai di aggiornare la propria identità, legando il Pinot grigio all’areale produttivo di riferimento mondiale, il Triveneto, e quindi alla DO delle Venezie. Obiettivo complementare sarà poi il rafforzamento della conoscenza dei sistemi certificativi e del percorso di incremento della qualità.

Un progetto questo che non potrà prescindere da un’attenta analisi del consumatore internazionale, vista la quasi totale vocazione all’export del Pinot grigio delle Venezie (circa 96%), avendo sempre un occhio di riguardo per gli USA, primo mercato di riferimento che assorbe circa il 40% della produzione DOC, seguiti da Germania e UK. Non solo, diventerà indispensabile costruire una notorietà di marca anche e soprattutto in Italia, Paese di cui questo vino si fa ambasciatore nel mondo.

Varie ricerche ci confermano che ancora oggi una larghissima parte dei consumatori di vino, e non solo americani, non sia ancora bene al corrente delle implicazioni e delle specifiche contenute nel concetto di DOC ovvero cosa questo ‘sigillo’ effettivamente significhi e sottenda. A maggior ragione quando vedono il nome dello stesso vitigno, come il caso del Pinot Grigio, riportato in bottiglie di diversi territori e paesi di origine. Sappiamo invece che una volta informati, i consumatori si dimostrano molto sensibili ed interessati ai valori insiti nel concetto di Denominazione di Origine Controllata. Con questa operazione di rebranding, il Consorzio ha ora l’opportunità di portare nelle case dei nostri consumatori non solo il concetto di certificazione, di sicurezza, di controllo ma anche tutte le garanzie di elevata qualità sia della materia prima che della sua trasformazione e far conoscere quindi il grande valore aggiunto della nostra denominazione”, commenta Sandro Sartor, Consigliere e Coordinatore Marketing in seno al CdA del Consorzio delle Venezie.

Sarà una sfida interessante – chiosa il Presidente Albino Armani – non sarà facile riuscire a raccontare un progetto inedito e ambizioso che è stato capace di costruire un’identità territoriale allargata, che coinvolge tre aree produttive ‘simili e diverse’ allo stesso tempo, ma che hanno saputo fare squadra nell’interesse di un patrimonio comune, e confermarsi come vero punto di riferimento della produzione nazionale e globale di Pinot grigio. Ci affidiamo con fiducia e ottimismo ad una agenzia forte nel settore e sicuramente non nuova alle dimensioni e alle dinamiche di brand collettivi, che ci fornirà strumenti utili a beneficio delle aziende che investono e credono fortemente nella DOC delle Venezie”.

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