Sardegna: al via la Rete enoturistica Regionale

di Redazione

Crescita economica e contrasto allo spopolamento l’obiettivo del nuovo progetto enoturistico cui hanno aderito quaranta cantine sarde.

Il binomio vino-accoglienza al centro della Rete enoturistica regionale, realtà che coinvolge 40 cantine sarde in un progetto volto a legare la produzione enologica con l’ospitalità, asset ormai irrinunciabile per le aziende nazionali. Sostenuta dall’agenzia regionale Laore e dall’Università di Cagliari, il suo obiettivo è quello di mettere in rete un’offerta enoturistica strutturata, che sia capace di unire i territori interni dell’isola, dove si trovano buona parte delle cantine, a quelli costieri, ricchi di flussi turistici.

Un’iniziativa che, stando ai numeri, sembra aver incontrato il favore della filiera produttiva, riuscendo così a dare rappresentanza a quasi tutti i territori sardi, dal Sulcis all’Ogliastra, dalla Gallura al Mandrolisai, senza scordare la Nurra e il Nuorese. L’auspicio, non nascosto, è quello di migliorare le performance economiche delle aziende esistenti e favorire la nascita di nuove realtà che, specialmente nelle zone interne, potrebbero contrastare il pericoloso fenomeno di spopolamento e conseguente deperimento del patrimonio biologico.