Le 4V di Casa Paladin

di Redazione

Un ampio progetto a favore della sostenibilità ambientale, aziendale e umana quello inaugurato dalla famiglia Paladin nelle tenute di proprietà.

La sostenibilità secondo Casa Paladin è un concetto da portare avanti con azioni mirate, che, nel caso dell’azienda veneta, prenderanno forma in un protocollo detto delle ‘4V’: vite, verde, vino, vita.

Riguardo alla vite, l’obiettivo di ‘Intervenire meno e meglio’ sarà perseguito tramite concimazioni effettuate solo con compost organico o sovescio a filari alterni, nessun utilizzo di diserbanti chimici, lotta integrata per la difesa del vigneto e riduzione al minimo dell’utilizzo di fitofarmaci e trattamenti fitosanitari. Per il verde (obiettivo Proteggere, Riciclare, Ridurre) l’azienda parteciperà al progetto BioPass, svolgendo un’attività di monitoraggio della biodiversità di flora e fauna nei propri vigneti. È previsto, inoltre, l’inerbimento dei vigneti, la produzione di vini vegani, l’utilizzo di depuratori biologici per la gestione delle acque reflue e di energia fotovoltaica.

A proposito del vino, dove si punta a ‘Garantire l’espressione del potenziale naturale dell’uva’, è previsto l’utilizzo di tecniche non invasive per trarre dalle uve il loro originario patrimonio organolettico nonché il controllo del prodotto in fase di trasformazione, per garantire l’assenza di residui fitosanitari. I processi produttivi avverranno poi in un sistema inertizzato e la cantina avrà la certificazione IFS. La quarta e ultima V, la vita vede l’azienda impegnata a lavorare per il benessere dei collaboratori e della società. A tal proposito sarà creato il progetto Life in Rosè a sostegno della LILT Treviso, devolvendo parte del ricavato delle vendite dei rosati aziendali. Previste anche strategie di employer branding per creare un ambiente positivo e di collaborazioni con enti del territorio e Università, per sviluppare la ricerca, l’innovazione e creare una rete virtuosa.

Siamo convinti – afferma la famiglia Paladin – che la generazione presente debba soddisfare i suoi bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”.