Il Primitivo di Manduria vale 182 milioni di euro

di redazione

Ottimi risultati per la denominazione pugliese, che chiude il 2020 in forte aumento (+26%) e una chiara propensione all’export.

Oltre 28 milioni di bottiglie, destinate per il 70% ai mercati esteri, per un giro d’affari di oltre 182 milioni di euro. Sono questi i numeri che hanno caratterizzato il 2020 del Primitivo di Manduria Dop, che rispetto all’anno precedente ha registrato un aumento di circa il 26% sia dei volumi sia del fatturato complessivo. In particolare, il Primitivo di Manduria Doc rappresenta il 91.6% dell’intero imbottigliato, il Primitivo di Manduria Doc Riserva il 7.9% ed il Primitivo di Manduria dolce naturale Docg lo 0,5%.

Questa crescita – afferma Mauro di Maggio, presidente del Consorzio del Primitivo di Manduria – è la dimostrazione che le nostre cantine puntano sulla nostra doc e che la passione dei consumatori non accenna a diminuire. La nostra area vitivinicola sta cambiando pelle più rapidamente di altri grazie ad un’economia che sta crescendo e in grado di fare ulteriori salti di qualità. A questi dati, che non ci sorprendono, si deve poi aggiungere il ricambio generazionale. Ci sono molti giovani che si stanno affacciando in questo settore con la voglia di continuare il lavoro dei vecchi viticoltori e con competenze elevate e grande passione. Il lavoro in campagna si sta trasformando; le nostre aziende, piccole e grandi, operano in attività multifunzionali che vanno dalla trasformazione e vendita aziendale del vino fino all’enoturismo. Il 35% delle nostre cantine – conclude di Maggio – ha attirato le energie della nuova generazione, giovani appassionati di vino che hanno una preparazione cosmopolita”.

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