L’identità di territorio della “piccola” coop di Andriano

di redazione

Degustazione di quattro etichette di Kellerei Andrian, dal 2008 incorporata da Cantina di Terlano.

di Elena Morganti e Giambattista Marchetto

È la più piccola cooperativa vinicola dell’Alto Adige e spesso Cantina di Andriano si distingue per identità tra le cantine del territorio. Nel 1893 i viticoltori di Andriano ebbero il coraggio di compiere un passo innovativo: unirono le loro forze per creare la prima sociale dell’Alto Adige, lavorando sulla qualità che fosse in grado di durare nel tempo. Un impegno che prosegue, dal 2008, in seno alla Cantina di Terlano.

Il terroir è peculiare, tanto che i vini assumono una propria identità forte. I suoli vedono la presenza di terreno calcareo-argilloso con dolomite, il clima è mediterraneo. I vigneti – 80 ettari vitati – sono impiantati tra i 280 e i 350 metri di altitudine con orientamento sud/sud-est in direzione est. I vitigni a maturazione tardiva possono dunque godere di molte ore di sole, ma nei torridi giorni d’estate l’uva bianca può approfittare della brezza che tocca le tenute orientate a nord. Un microclima che assicura ai vini acidità e freschezza, senza rinunciare a note piacevolmente fruttate.

Le referenze si suddividono in due linee, Vini Classici e Selezioni, entrambe frutto di uve pregiate del territorio. Se la prima mette l’accento sulla beva, con affinamenti in acciaio per i bianchi e in botte grande per i rossi, le Selezioni puntano su struttura, complessità e carattere, raggiunti anche attraverso l’impiego di uve vendemmiate tardivamente. Fanno parte di questa linea, il sauvignon blanc Andrius e lo chardonnay riserva Doran, ma anche le riserve rosse Anrar e Tor di Lupo, rispettivamente da uve pinot nero e lagrein. Vini che enfatizzano le proprietà dei vitigni in purezza, con vigore ed eleganza, attraverso profumi intensi e seducenti, acidità vibranti e una pienezza del frutto che soddisfa a ogni sorso.

Andrius, Alto Adige Sauvignon Blanc Doc 2019

Uvaggio: 100% sauvignon blanc.
Vinificazione: fermentazione a temperatura controllata in recipienti di acciaio inox.
Affinamento: maturazione sui lieviti per 6 mesi, il 70% in fusti d’acciaio inox e il 30% in botti di legno grandi.

Di un giallo paglierino tenue e lucente con riflessi verdolini, Andrius mostra già nel calice la propria consistenza. Il naso esplode di freschezza fruttata e note floreali. I profumi sono diretti e puliti, arriva nitido un bell’aroma di frutto tropicale, ananas, star fruit, litchies, poi sentori floreali di gelsomino e di glicine e, in sottofondo, quella nota tipica del sauvignon, che o la odi o la ami. In bocca una freschezza di frutta croccante gioca con una sapidità salina invitante, che asciuga il sorso sul finale in una sensazione calda di pietra focaia.

Doran, Alto Adige Chardonnay Doc Riserva 2017

Uvaggio: 100% chardonnay.
Vinificazione: fermentazione alcolica in tonneaux e, a seguire, malolattica.
Affinamento: maturazione sui lieviti per 12 mesi in tonneaux, assemblaggio e ulteriore affinamento per 3 mesi in acciaio prima dell’imbottigliamento.

Giallo paglierino intenso con riflessi dorati, sul calice Doran lascia lente lacrime carnose. Al naso necessita di tempo per aprirsi. Il primo a emergere è un sentore denso di smielatura e di arnia, poi pian piano arriva la polpa di un frutto dolce e maturo, albicocca, pesca nettarina, poi note di affinamento e ricordi di zafferano. In bocca è fresco e dal calore ben presente, sempre con una certa impronta minerale che si ritrova anche nel sauvignon Andrius. Il finale lascia ricordi di frutta secca e una diffusa e piacevole sensazione di calore.

Anrar, Alto Adige Pinot Noir Doc Riserva 2017

Uvaggio: 100% pinot nero.
Vinificazione: fermentazione in serbatoi di acciaio inox con rimontaggi.
Affinamento: la maturazione, come la fermentazione malolattica, avviene in barriques.

Rosso rubino di bella trasparenza, Anrar accenna sfumature che suggeriscono un inizio di passaggio al granato. Al naso seduce con una speziatura vivace di pepe verde, note di tabacco e grafite, mentre il frutto richiama la composta di ciliegie. Sullo sfondo, accenni di affinamento e una piacevole balsamicità di eucalipto. Al palato spicca subito la freschezza, che fa da contraltare a una morbidezza calda e caratterizzata da ritorni di ciliegia e di spezie. Il finale è pulito, con piacevoli ricordi di tabacco.

Tor di Lupo, Alto Adige Lagrein Doc Riserva 2017

Uvaggio: 100% lagrein.
Vinificazione: fermentazione in recipienti di acciaio inox con rimontaggi.
Affinamento: la maturazione, come la fermentazione malolattica, avviene in barriques.

Nel calice il Tor di Lupo mette in mostra tutta la profondità materica del lagrein, con un rosso porpora scuro, intenso e impenetrabile. Al naso accolgono aromi di mora di rovo e mirtilli, lievi sentori vanigliati e di liquirizia, con ricordi di inchiostro. Al palato il vino entra caldo e vellutato, seguono la sensazione morbida e setosa dei tannini e una freschezza che riequilibra il sorso. Lunga la chiusura, con sentori di mora e liquirizia che ritornano.