L’ispirazione alla Borgogna per i pinot nero di Tenuta Mazzolino

di Giambattista Marchetto

Degustazione di tre etichette iconiche della cantina dell’Oltrepò Pavese che gioca tra vitigni internazionali e autoctoni.

di Giambattista Marchetto ed Elena Morganti

Venti ettari vitati sulla riva destra del Po, nella zona collinare a ridosso degli Appennini, nel cuore dell’Oltrepò pavese. Tenuta Mazzolino incarna lo spirito di una terra fatta di sapori e tradizioni. Fondata nel borgo Mazzolino di Corvino San Quirico nel 1980, l’azienda ha voluto fin dall’inizio reinterpretare il territorio con un occhio rivolto alla Borgogna – grazie anche a collaborazioni illustri con enologi di fama internazionale come Giacomo Bologna, Jean François Coquard e Kyriakos Kynigopoulos, quest’ultimo ancora oggi figura di riferimento per la parte enologica. E Francesca Seralvo, terza generazione alla guida della tenuta, e l’enologo Stefano Malchiodi portano avanti questo viaggio tra le sfumature del pinot noir.

Sui terreni argillosi e poco calcarei sono stati impiantati dunque vitigni internazionali come Pinot Nero e Chardonnay, oltre all’autoctono Bonarda. La bassa produzione per ettaro, la potatura corta e l’inerbimento naturale dei vigneti senza concimi chimici sono il passaporto per ottenere vini di qualità.

Oggi la cantina distribuisce 8 etichette che raccontano una storia fatta di identità e passione. Il Noir, pinot nero in purezza, e il Blanc 100% Chardonnay, entrambi ispirati alla scuola enologica della Borgogna; inoltre lo spumante rosé Cruasé Docg sempre da pinot nero e il metodo classico Blanc de Blancs. Ci sono poi i due vini d’ingresso: il Terrazze, pinot nero in purezza, il Camarà da uve chardonnay, l’immancabile bonarda (da uva croatina, da secoli vitigno autoctono dell’Oltrepò Pavese) e il Moscato.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Oltrepò Pavese Docg Pinot Nero Spumante Rosé Cruasé

Uvaggio: 100% pinot nero da vendemmia manuale nella prima decade del mese di agosto, raccolto in più passaggi a seconda delle parcelle.
Vinificazione: pressatura delle uve dopo qualche ora di macerazione, Fermentazione alcolica a temperatura controllata tra 18° e 20°C in vasca di acciaio
Affinamento: 44 mesi di permanenza sui lieviti dopo il tiraggio e almeno 6 mesi in vetro dopo la sboccatura.

Di un bel rosa salmone tenue, il Cruasé è illuminato da un perlage vivo e persistente, concentrato al centro del calice in catene luminose. Al naso petali di rosa essiccati e aromi delicati di pasticceria secca, con una lieve sensazione minerale e accenni di pompelmo. Fresco, con una bolla avvolgente, che stimola gradevolmente il palato accompagnando tutto il sorso. Il finale è asciutto con ricordi gessosi di polvere e fiori secchi.

Terrazze, Provincia di Pavia Igt Pinot Nero 2019

Uvaggio: 100% pinot nero, raccolto a mano in più passaggi tra la terza decade del mese di agosto e la prima di settembre.
Vinificazione: fermentazione alcolica a temperatura controllata di 24°-25°C per 8-10 giorni, con successiva fermentazione malolattica, sempre in acciaio.
Affinamento: 5 mesi in acciaio.

Di un bel rosso rubino lucente, al naso il Terrazze regala aromi di frutta rossa fresca, come un melograno appena aperto, ma anche sensazioni calcaree e di pepe verde, con accenni balsamici e di erbe aromatiche. In bocca è fresco e fruttato, con una buona sapidità e un tannino lieve che asciuga il palato, per un sorso godibile e beverino.

Noir, Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Doc 2017

Uvaggio: 100% pinot nero raccolto manualmente in più passaggi nella terza decade di agosto.
Vinificazione: fermentazione lunga (oltre i 15 giorni) a temperatura controllata entro i 26° C in vasche di piccolo dimensione, con macerazione a freddo, follature e rimontaggi.
Affinamento: 12 mesi in barrique (pièce borgognotte), lavorate con una tostatura lenta per un minor trasferimento di aromi al vino.

Nel calice Noir è di color rosso rubino intenso e lucente. Al naso spiccano le note pepate, insieme a profumi di frutta rossa dolce, una susina matura, e accenni erbacei e balsamici. Al palato rivela freschezza e un tannino morbido, calore e una sensazione ancora lievemente erbacea, che suggerisce il potenziale evolutivo. Torna la sensazione sapida e gessosa tipica del terroir, che emerge anche negli altri vini e che conduce a un finale lungo e piacevole, dai ricordi speziati.

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