Abbazia di Novacella guarda al futuro con la linea Insolitus

di Elena Morganti

PIWI e nuove tecniche di vinificazione per sfidare cambiamenti climatici e tendenze di consumo.

Una cantina tra le più antiche del mondo, nata nel 1142 e con vigneti di proprietà già attivi e riconosciuti nel 1177 da papa Alessandro III, per una tradizione che si evolve ininterrotta da quasi mille anni, sperimentando, rinnovandosi e anche osando. A giugno scorso Abbazia di Novacella ha lanciato la linea Insolitus, pensata non soltanto come una selezione particolare di vini, ma come un vero e proprio ‘spazio enologico’ per sperimentare e creare con un’anima sostenibile, affrontando il cambiamento, da una parte dei gusti dei consumatori e dall’altra anche del clima.

Con una tiratura limitata di non più di 1.700 bottiglie per referenza, le nuove etichette giocano infatti tra tendenze in decollo, nell’Orange Wine Hora 2015, varietà resistenti PIWI con l’Ohm Bronner 2019 Mitterberg Igt, e rinnovate capacità di adattamento attraverso il Quota Pinot Bianco 2018 Alto Adige Doc, ottenuto da viti che negli ultimi anni sono riuscite ad ambientarsi anche nei vigneti più a nord.

Il nome che abbiamo scelto vuole enfatizzare il nostro desiderio di percorrere strade differenti, appunto insolite, rispetto alla nostra classica produzione” spiega Werner Waldboth, direttore vendite di Abbazia di Novacella. “Insolitus vuole rappresentare un luogo di confronto e sguardo verso il futuro, all’interno del quale sentirci liberi di osare, con l’obiettivo di creare vini che ben si integrino con il nostro importante passato, ma allo stesso interagiscano con i cambiamenti che stiamo vivendo”.

Abbazia di Novacella possiede ancora oggi le vigne più settentrionali d’Italia, quelle di Bressanone, riservate ai vitigni a bacca bianca (Sylvaner, Müller Thurgau, Kerner e Riesling), che si estendono tra i 600 e i 900 m di altitudine su terreni morenici di origine glaciale, magri e ciottoloso-sabbiosi. Una coltivazione estrema, possibile soltanto alle esposizioni sud e sudovest e naturalmente molto sensibile ai cambiamenti climatici. Sono invece riservate ai vitigni a bacca rossa i terreni di Cornaiano e Bolzano. In particolare, nel podere Marklhof di Cornaiano (420 m sul livello del mare), assolato e ben ventilato, su suoli di natura morenico-ghiaiosa, schiava, pinot nero e moscato rosa, mentre nella calda conca di Bolzano (250 m di altezza) i terreni sabbioso-limosi sono l’ideale per ottenere un lagrein ben strutturato.

Ne nasce un portfolio di vini fermi bianchi e rossi, anche dolci, suddivisi nelle linee Classica e Praepositus, a cui si è aggiunta la nuova Insolitus. Una novità che si integra col passato e con la tradizione di una realtà vitivinicola unica nel suo genere, con il coraggio di progredire esplorando nuove strade.

DEGUSTAZIONE

Hora 2015, orange wine della linea Insolitus ottenuto grazie alla fermentazione del sylvaner con le proprie bucce, a confronto con tre etichette rappresentative della selezione Praepositus, gli Alto Adige Valle Isarco Doc Sylvaner 2019 e Grüner Veltriner 2018 e l’Alto Adige Lagrein Riserva Doc 2017. Una comparazione che mette sì in evidenza i tratti più caratteristici del nuovo Hora, ma che rileva anche la continuità con le referenze tradizionali in termini di stile, pulizia, ampiezza dei profumi e bilanciamento del sorso, per espressioni diverse ma tutte eleganti e godibili di un territorio unico.

Alto Adige Valle Isarco Sylvaner Doc 2019

Uvaggio: 100% sylvaner
Vinificazione: fermentazioni separate a una temperatura di circa 17° C. Il 60% del mosto fermenta e matura in acciaio inox, il 30% in botti di acacia da 30 hl. Il resto fermenta e matura in Barrique francesi
Affinamento: maturazione di 10 mesi e 2 mesi in bottiglia

Di un bel colore giallo paglierino vivo e di buona consistenza nel calice, al naso il Sylvaner dell’Abbazia di Novacella regala profumi intensi e puliti. Un bouquet ampio, con aromi pieni di frutta fresca e dolce, dalla pera Kaiser al frutto esotico come ananas e passiflora, ma anche note burrose, di nocciola e accenni di timo selvatico. In bocca il vino è secco, con una freschezza che stimola tutto il palato bilanciando la componente morbida, mentre una sapidità giocosa solletica le papille gustative e conduce il sorso a un finale asciutto di pietra focaia, che invita a un altro calice. Un vino equilibrato tanto nella gestione della parte alcolica (13,5% vol.), quanto nel bilanciamento del gusto.

Alto Adige Valle Isarco Grüner Veltriner Doc 2018

Uvaggio: 100% grüner veltriner
Vinificazione: fermentazioni separate a una temperatura di circa 17° C. I 2/3 del mosto fermentano e maturano in acciaio inox, mentre 1/3 in botti di rovere da 30 hl
Affinamento: maturazione di 12 mesi e 6 mesi in bottiglia

Giallo paglierino tenue con riflessi platino, al naso il vino è intenso, con aromi di mela, note citrine e di erbe officinali e lievi accenni di affinamento. Al palato è fresco e dotato di una bella sapidità, durezze che emergono su una morbidezza moderata e una parte alcolica (14% vol.) che non si impongono ma si integrano, lasciando spazio al gusto salino e ad ampie possibilità di abbinamento, dalle specialità di pesce di una certa struttura, come un salmone gratinato alle erbe, agli arrosti di carne di una certa grassezza.

Praepositus, Alto Adige Lagrein Riserva Doc 2017

Uvaggio: 100% lagrein
Vinificazione: fermentazione in acciaio inox con macerazione sulle bucce per 15 giorni. Malolattica in barrique e tonneaux francesi (di cui 1/3 nuovi)
Affinamento: maturazione per 24 mesi negli stessi barrique e tonneaux in cui avviene la malolattica, poi 12 mesi di riposo in bottiglia

Rosso porpora carico e profondo. Al naso richiama aromi di composta di mirtilli e more di rovo, ancora qualche lieve ricordo vinoso d’infanzia, poi sottobosco e note balsamiche di eucalipto. In bocca entra a gamba tesa la freschezza, che gioca con la componente glicerica e con quella alcolica. Il calore si fa sentire e conduce il sorso fino alla chiusura. I tannini, ancora da levigare, non asciugano del tutto il palato, lasciando sul finale ricordi piacevoli di mora.

Hora, orange wine 2015

Uvaggio: sylvaner
Vinificazione: fermentazione sulle bucce per 10 giorni a una temperatura di circa 18° C
Affinamento: 24 mesi in botti di rovere da 30 hl e 18 mesi in barrique e 12 mesi in bottiglia

Nel calice Hora è di un bel giallo dorato tendente al ramato, lucente e di buona consistenza. Al naso colpisce subito l’ampiezza del bouquet. Dagli aromi di frutta sciroppata e candita, come pesca e ananas, alle note di spezie, tra cui zafferano e cumino, fino a ricordi di zabaione e frutta secca. Un bouquet goloso, per un palato fresco e di beva, con una vena sapida che ricorda la pirite, e sensazioni speziate che tornano fino al finale, caldo e asciugato dai minerali.

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