La green attitude di Agivi

di redazione

Cresce l’attenzione alla sostenibilità tra i soci dell’associazione che raggruppa i produttori under40, tra i quali si affermano packaging ecologici e mobilità alternativa.

Riciclo, riduzione della chimica ed energie rinnovabili. Ma anche mobilità elettrica, selezioni mirate dei fornitori e certificazioni riconosciute: questa la spinta green delle nuove generazioni vinicole, almeno stando a un sondaggio che AGIVI – Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani, ha compiuto tra i propri associati.

Secondo l’indagine, la quasi totalità dei giovani imprenditori vinicoli intervistati (94,3%) ritiene che la sostenibilità possa rappresentare un fattore decisivo per la competitività nei mercati nazionale ed estero, e sono il 64,7% quelli che hanno optato per dei packaging a ridotto impatto ambientale. E se sette aziende su dieci dichiarano di avere delle certificazioni green¸ ve ne sono circa un terzo quelle che propongono vini certificati biologici. Sul fronte della mobilità, interessante anche in un’ottica di promozione enoturistica, il 57% degli intervistati pensa di dotarsi di colonnine di ricarica o di mezzi commerciali ad alimentazione ibrida o elettrica. Il sondaggio esplorativo ha coinvolto associati in 3 casi su 4 appartenenti ad aziende di famiglia. L’età dei rispondenti spazia dai 25 ai 39 anni, il fatturato medio aziendale è di 7,9 milioni di euro con una produzione media di circa 1,6 milioni di bottiglie l’anno.

Da tempo in Associazione registriamo una sensibilità diffusa e crescente su questi temi – spiega la presidente di Agivi, Violante Gardini Cinelli Colombini –, per questo abbiamo deciso di provare a misurare quanto il rispetto per l’ambiente influenzi le scelte aziendali, anche in un’ottica di nuove chance commerciali. Ne è emerso un quadro interessante: quasi 7 intervistati su 10 hanno dichiarato di selezionare i fornitori in base alla sostenibilità delle loro proposte, e sono l’83% le aziende che dichiarano di avere progetti o piani sul tema della sostenibilità, già ultimati o in corso di realizzazione in 8 casi su 10”.