Il Conegliano Valdobbiadene sconfigge il Covid-19

di Daniele Becchi

I primi dati del consueto rapporto economico rivelano la capacità dei produttori della zona storica del Prosecco di adattarsi alle mutate condizioni imposte dalla pandemia nel corso del 2020.

Il Consorzio Conegliano Valdobbiadene ha rilasciato un’anteprima del rapporto economico della Denominazione per l’anno 2020, curata dal CIRVE – Centro Interdipartimentale per la Ricerca in Viticoltura ed Enologia dell’Università degli Studi di Padova. Si tratta di una prima analisi delle performance dello scorso anno, durante il quale la pandemia ha cambiato alcune forme di gestione dei business.

Lo studio rivela un radicale cambiamento a livello di mercato, con una crescita a tre cifre dell’e-commerce (+325,8%), che dimostra la capacità del settore di reagire ai cambiamenti dei mercati. La pandemia ha inoltre spinto le aziende a spostare una parte importante dei volumi sul mercato interno, che ha assorbito il 58% dei volumi. Per quanto riguarda invece i mercati internazionali si è verificata una discreta capacità di interpretazione delle tendenze. A fronte di situazione difficili e di chiusura totale di alcuni mercati rilevanti, le aziende si sono rivolte ad altri interlocutori aprendo così mercati inediti. Da qui una crescita in doppia cifra per Benelux (25,9% a volume e 27,6% a valore), Austria (34,3% a volume e 24,5% a valore) e Scandinavia (+54,4% a volume e 61,7% a valore). Conferme arrivano inoltre dalla Germania (+2,3% a volume + 8,5% a valore) e dalla Svizzera (+8,6% a volume e +14,3% a valore). Oltreoceano corre il Canada con +11,7% a volume e +14,8% a valore, mentre il Giappone con il + 224,1% e +243,9% a valore lancia il trend delle bollicine anche in estremo oriente.

Le vendite complessive della Denominazione hanno quindi registrato una sostanziale parità a volume con lo scorso anno (+0,02%) e un lieve aumento a valore (+0,4%), raggiungendo un nuovo massimo dal suo riconoscimento. Questo nonostante la chiusura forzata di ristoranti ed enoteche, i canali che generano il vero valore del prodotto. Il Consorzio di tutela proseguirà per tutto il 2021 nel valorizzare la Denominazione in Italia e all’estero, facendo leva oltre che sulla qualità riconosciuta dei suoi prodotti, su quell’insieme di valori culturali che scaturiscono dal territorio di origine.

Il 2020 è stato un anno complesso per l’economia italiana come per quella mondiale. Dalla nostra prospettiva, siamo orgogliosi della capacità che la nostra Denominazione ha dimostrato nel saper reagire e adeguarsi ai cambiamenti repentini del 2020 mantenendo i livelli di produzione e vendite raggiunti nel 2019, l’anno dei record – afferma Innocente Nardi, presidente del Consorzio -. In generale, i volumi sono stati redistribuiti tra canali di vendita, con l’esplosione dell’online. Inoltre, alcuni mercati tradizionali come Germania e Svizzera hanno continuato a premiarci e i cali di alcuni mercati, dovuti alle chiusure forzate dell’Horeca, sono stati compensati dallo sviluppo dei mercati più giovani. La dinamicità che ci contraddistingue ci ha premiati in un anno così sfidante”.

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