Back to Basic, il packaging sostenibile di Cantina Pizzolato

di redazione

L’azienda trevigiana festeggia i suoi quaranta anni di attività con una nuova linea di prodotti attenta all’impatto ambientale della confezione.

La Cantina Pizzolato affronta le nuove sfide imposte dalla sostenibilità con la nuova linea Back to Basic, che nasce in occasione del quarantesimo anno dalla sua fondazione e si propone di ridurre al minimo l’impatto della propria filiera sull’ambiente.

Sono sei gli elementi su cui l’azienda trevigiana punta a superare il concetto stesso di prodotto biologico abbracciando una prospettiva che coinvolge tutta la filiera del packaging. Partendo dalle consuete uve certificate si è posto attenzione innanzitutto alla bottiglia, realizzata con wild glass, composto per il 94% di vetro riciclato e completamente certificato PCR – Post Consumer Recycled. Riguardo ai tappi la scelta è caduta sul twin top evo di Amorim Cork, interamente in sughero, materiale ecologico e riutilizzabile, che permette di compensare un livello di CO₂ pari a 297 grammi. La stessa capsula presenta elementi di ricerca e sviluppo in ambito green in quanto deriva da materiale di riciclo.

L’etichetta, prodotta con carta certificata FSC, non contiene plastiche o altri materiali di derivazione non naturale ed è ottenuta dallo scarto della lavorazione dell’industria del cotone. Per ridurre l’impatto della colla si è deciso per un pezzo unico fasciante, realizzato con la tecnica del debossing, che consente di ridurre al minimo l’uso di inchiostri. Infine, l’imballo del cartone presenta il 79% di carte riciclate mentre per la stampa sono stati utilizzati colori a basso impatto ambientale.

“Quello dei 40 anni – racconta il titolare, Settimo Pizzolato – è un traguardo di cui siamo orgogliosi. Biologico è credere che siamo parte di un equilibrio più grande; è una scelta di vita, una responsabilità che vogliamo che ispiri ogni aspetto della filiera produttiva Pizzolato. Forti di questa convinzione sentivamo l’esigenza di realizzare una linea che non parlasse solo di vino biologico ma che coinvolgesse tutti gli stakeholders che gravitano attorno alla realizzazione di una bottiglia.”

“Questo progetto rappresenta al 100% il percorso evolutivo che abbiamo compiuto in questi anni. Anni in cui ci siamo messi in ascolto dei consumatori che, sempre più consapevoli, ci chiedono prodotti che diano forma concreta ai principi di sostenibilità ambientale, di riciclo e riuso dei materiali e di riduzione dell’impatto ambientale” chiosa Sabrina Rodelli, export manager della Cantina.