Il Lessini Durello punta alla certificazione Biodiversity Friend

di Carlo Spagnolo

La Denominazione veneta è la prima in Italia a puntare sulla certificazione d’integrità dell’intera filiera promossa dalla World Biodiversity Association.

Il Consorzio del Lessini Durello ha intrapreso un percorso volto a certificare il rispetto che ogni suo viticoltore ha dell’ambiente circostante. Quella da esso tutelata sarà infatti la prima denominazione ad ottenere, concluso l’iter, la certificazione “Biodiversity friend” per tutti i 400 ettari di vigneto tutelati. Per farlo sarà affiancato dai tecnici della WBA – World Biodiversity Association per 3 anni, il primo dei quali dedicato ai controlli documentali e sul campo per l’ottenimento della certificazione, e gli altri due al monitoraggio e al miglioramento dei risultati ottenuti. Dopo tale audit sarà Siquria a siglare la certificazione come organismo di controllo.

Questo progetto ha come fine quello di certificare l’integrità ambientale del comprensorio. I tre parametri che saranno studiati riguardano i tre cardini dell’ambiente, cioè suolo, acqua ed aria. La misurazione è quella dell’impatto dell’agricoltura sull’ecosistema, a prescindere dal tipo di agricoltura applicata dal viticoltore. Il concetto di ecosistema è infatti legato alla variabilità degli organismi che lo abitano, e la sua salute è determinata dall’equilibrio tra tutte le forme viventi.

Siamo veramente felici di intraprendere questo percorso in quanto siamo sicuri che andrà a sottolineare la grande attenzione dei nostri viticoltori nei confronti dell’ambiente. – dice Paolo Fiorini, presidente del Consorzio – questa certificazione non parla solo di vigneto, ma ha come focus l’interazione tra uomo e ambiente che sarà al centro dell’agenda europea dei prossimi anni. Siamo i primi ad aprire questa strada e siamo certi che altri ci seguiranno”.

“Ritengo che la partnership tra Siquria e il Consorzio di Tutela Lessini Durello, per l’applicazione del protocollo Biodiversity Friend alla filiera del Lessini Durello DOC e del Monti Lessini DOC, sia anticipatrice di una visione da cui non si potrà tornare indietro – spiega Guido Giacometti, ad di Siquria – coniugare la produzione agricola con la tutela dell’aria, dell’acqua, della fertilità dei suoli e del patrimonio genetico, garantendo all’agrosistema alti livelli di diversità biologica: in una parola, quella che oggi viene chiamata sostenibilità ambientale, economica e sociale”.

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