Castelli di Jesi, nuovo nome per la Docg

di Daniele Becchi

Dopo il Matelica anche l’altra grande denominazione a base verdicchio sposa in toto il relativo territorio di produzione.

L’assemblea dei soci dell’IMT – Istituto Marchigiano Tutela vini ha approvato all’unanimità importanti modifiche al disciplinare del Castelli di Jesi Riserva Docg, tra le quali spicca la modifica al nome, che diventa Castelli di Jesi Docg. Una decisione utile sia a conformarsi alle richieste comunitarie, che spingono verso l’eliminazione del riferimento ai vitigni nel nome delle Denominazioni, sia a una più efficace promozione del territorio di produzione, di cui il vino è sintesi liquida.

L’assemblea ha inoltre stabilito di trasferire la tipologia ‘Superiore’ dalla Doc alla Docg e, per la Doc, di rendere obbligatorio l’imbottigliamento nella zona di produzione. “Abbiamo ritenuto fondamentale poter valorizzare il territorio attraverso una precisa identificazione dell’area produttiva in etichetta – ha detto il presidente del comitato della denominazione Verdicchio dei Castelli di Jesi, Michele Bernetti -. Con il Superiore, la Docg diventerà la locomotiva dell’eccellenza enologica marchigiana anche in termini di numeri, passando da 1.000 a 20.000 ettolitri di produzione”.