Il Brunello a cavallo tra due versanti de La Gerla

di Elena Morganti

A 10 anni dalla scomparsa del fondatore, Sergio Rossi, Alberto Passeri ne porta avanti la filosofia con costanza di stile e di conduzione, puntando a un equilibrio elegante.

Nata nel 1976, La Gerla è l’azienda fondata da Sergio Rossi, pubblicitario di successo, che investe a Montalcino assieme alla famiglia e dopo aver gestito altre grandi aziende nella zona acquista il podere Colombaio, uno dei quattro di proprietà di Biondi Santi.

Il nucleo originario della tenuta si trova proprio qui, a 320 metri di altitudine, sul colle di Montalcino. Sei ettari di vigneti nella zona del Canalicchio, esposti a est e nord-est, su terreni di tessitura media, con uno scheletro abbondante costituito soprattutto da galestro, mediamente calcareo e con una buona percentuale di limo. Il microclima fresco e asciutto in estate e interessato da una ventilazione costante, consente maturazioni lente e progressive che permettono lo sviluppo nel vino di profumi eleganti, intensi e nobili. È qui che si distingue il cru Vigna Gli Angeli, un appezzamento di un ettaro accanto all’omonima chiesa, da cui nelle annate migliori viene prodotto il Brunello Riserva.

Nel 1998 ai terreni del Canalicchio si aggiunge Vigna La Pieve, 5 ettari e mezzo a sud di Montalcino, proprio sotto Castelnuovo nei pressi dell’Abbazia di Sant’Antimo. Qui la composizione dei terreni, sabbioso–limosi e con un’importante presenza calcarea, così come l’insolazione e la posizione al riparo dai freddi venti del nord e da quelli salmastri provenienti dal mare influenzano diversamente la maturazione delle uve, permettendo di ricavare vini più potenti, strutturati e intensi.
Entrambi i possedimenti sono coltivati unicamente a sangiovese e grazie a caratteristiche così differenti permettono di trarre il meglio da ogni annata, giocando secondo necessità con l’assemblaggio delle due produzioni per ottenere un livello qualitativo elevato e costante e uno stile che punta sempre alla finezza e all’eleganza, attraverso un bilanciamento ottimale di tutte le componenti organolettiche.

La produzione totale è di circa 90mila bottiglie l’anno e tra queste il Brunello sfiora le 40mila bottiglie, di cui 10mila di Vigna Gli Angeli (se l’annata lo consente). Cinque le etichette in portfolio, tutte 100% sangiovese, dal Brunello ‘base’ alla Riserva Gli Angeli, fino al Rosso di Montalcino e agli Igt, Poggio Gli Angeli e Birba, un vino che nasce Brunello per essere successivamente declassato. Completano l’offerta la Grappa di Brunello e l’olio extravergine d’oliva dagli uliveti di proprietà.

Dopo la scomparsa di Sergio Rossi nel 2011, l’azienda è condotta da Alberto Passeri, che già lavorava a fianco del fondatore e che oggi ne porta avanti la filosofia, mettendo al centro il contatto continuo dell’uomo con la natura e la cura per i dettagli.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Poggio Gli Angeli, Sangiovese Igt 2019

Vinificazione: spremitura soffice dei grappoli, fermentazione a temperatura controllata di 30°C, 2 travasi l’anno
Affinamento: 4 mesi in botte da 50 hl poi sosta di 2 mesi in bottiglia

Nel calice è di un rosso rubino vivo e di bella lucentezza. Il bouquet è fresco e invitante, con aromi di marasca matura e note di bacca di ginepro ancora verde. Di bella beva, fresco e dalla buona sapidità. Uno di quei vini che finiscono in un attimo.

Rosso di Montalcino 2019

Vinificazione: selezione delle uve più mature, spremitura soffice dei grappoli, fermentazione a temperatura controllata di 30°C, 2 travasi l’anno
Affinamento: in botte grande per circa 1 anno e poi 2 mesi di bottiglia

Di un rosso rubino scarico e luminoso. Il naso è balsamico e intrigante tra pepe, ginepro, croccantezza di frutto e ricordi di sottobosco. Al palato spicca la freschezza, che gioca in equilibrio con la sapidità e con sensazioni di frutto che tornano, senza prevalere, ma integrandosi in un sorso scorrevole e godibile.

Birba, Sangiovese Igt 2017

Vinificazione: selezione delle uve più mature, spremitura soffice dei grappoli, fermentazione a temperatura controllata di 30°C, 2 travasi l’anno
Affinamento: 10-14 mesi barrique di rovere francese Allier-Vosge, solo per 1/3 nuove e a media tostatura

Rosso rubino intenso nel calice, con aromi dolci e di frutta matura, che uniscono all’annata calda la spezia delicatamente vanigliata di un affinamento in legno piccolo. Al palato è di struttura, con una piacevolezza morbida che non affatica la beva.

Brunello di Montalcino 2015

Vinificazione: diraspatura dei grappoli e spremitura soffice degli acini, fermentazione a temperatura controllata e macerazione sulle bucce di circa 15 giorni con frequenti rimontaggi
Affinamento: almeno 24 mesi in botti grandi di rovere di varie capacità con 2 travasi l’anno

Bel colore rosso rubino lucente con sfumatura tendente al granato. Al naso aromi freschi di visciola, sensazioni speziate delicate, una lieve ematicità e accenni di foglia di tabacco e di cuoio. Fresco al palato, con un piacevole ritorno della sensazione di frutto e un tannino morbido, che asciuga ma senza privare il finale di una lunga persistenza balsamica. Un vino di grande piacevolezza.

Brunello di Montalcino 2016

Rispetto al 2015, l’annata 2016 rivela un naso dalla balsamicità fresca, caratterizzato da un frutto più croccante e sensazioni di erbe aromatiche. Al palato il vino riempie la bocca con un frutto più asprigno, una morbidezza piacevole e un tannino ancora giovane ma ben bilanciato. Un vino meno espansivo del 2015 e dal finale più austero, ma già godibile e sicuramente in grado di regalare una bella evoluzione nel tempo.

Vigna Gli Angeli, Brunello di Montalcino Riserva 2015

Vinificazione: spremitura soffice dei grappoli, fermentazione a temperatura controllata di 30°C, macroossigenazione e macerazione di circa 15 giorni, 2 travasi l’anno
Affinamento: 3 anni in botte grande di rovere e 4-5 mesi in barrique, poi 12 mesi in bottiglia prima della commercializzazione

Nel calice, di un bel colore rosso rubino intenso e lucente, tendente al granato. Naso ampio e pulito, tra aromi di marasca, un accenno di cacao amaro appena macinato e di anice stellato, lievi sentori ematici e una balsamicità intensa. Al palato mostra corpo e struttura, conferite da un affinamento in cui il legno non invade, ma lascia libera espressione al vitigno. La freschezza, tesa fin dall’ingresso in bocca, cerca l’intonazione perfetta con un tannino ancora da domare ma che, s’intende, si metterà presto in accordo, per completare un sorso pieno e ben bilanciato, dal finale lungo e con ricordi di liquirizia.

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