Barone Pizzini: l’Erbamat si fa metodo classico in Franciacorta

di redazione

Nuova sfida enologica per la storica azienda di Provaglio d’Iseo, che scommette sul vitigno autoctono per eccellenza per valorizzare il suo Animante.

Dopo un percorso di ricerca e perfezionamento enologico iniziato con la vendemmia 2011, la Barone Pizzini ha presentato ufficialmente il suo nuovo Franciacorta Erbamat. Prodotto in 90.000 bottiglie il nuovo cavallo di battaglia della cantina di Silvano Brescianini è il frutto di una complessa sfida aziendale che consegna oggi all’intero panorama enologico della Franciacorta una nuova identità territoriale.

Prima azienda franciacortina ad aver ottenuto la certificazione bio, la storica cantina di Provaglio d’Iseo evolve oggi il suo “Animante” offrendo una nuova combinazione delle classiche uve di Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco con un 3% di uve Erbamat, che donano al vino un preciso tocco di freschezza ed equilibrio acido, tratti tipici del vitigno autoctono conosciuto fin dal 1500.

Dobbiamo ringraziare il Centro vitivinicolo provinciale di Brescia che negli anni ’90 ha intrapreso lo studio delle varietà autoctone salvando dall’estinzione 18 varietà, tutt’oggi allevate nel vigneto collezione alla Bornata. Una scelta, quella di lavorare sull’Erbamat, che divide chi crede nella novità e chi è più scettico. Mi fa inoltre piacere che tale interesse si sia diffuso anche in una decina di altre aziende della Franciacorta”. Queste le parole del presidente del Consorzio Franciacorta Silvano Brescianini.

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