UE: approvato nuovo regolamento sull’invecchiamento delle acqueviti

di Federica Borasio

La nuova disciplina comunitaria sposa l’impianto di controlli già in essere in Italia, volto alla massima tutela del consumatore.

Con la pubblicazione di due distinti regolamenti sulla Gazzetta Ufficiale UE è entrata in vigore la nuova disciplina comunitaria sull’invecchiamento delle acqueviti, che istituisce il registro pubblico contenente l’elenco di organismi deputati al controllo dei processi di invecchiamento delle bevande spiritose in ogni Stato membro. Così facendo l’Europa si allinea ad una regola già in vigore da tempo in Italia, secondo la quale i magazzini di invecchiamento debbano essere sotto il controllo dello Stato a totale tutela del consumatore.

Con il primo regolamento, n.2021/723, la Commissione ha istituito il registro pubblico in cui saranno iscritti gli organismi deputati al controllo di invecchiamento delle bevande spiritose che deve avvenire sotto il controllo fiscale di uno Stato membro. Con il secondo, Reg. UE n. 2021/724, disciplina invece le comunicazioni che gli Stati membri devono utilizzare per trasmettere alla Commissione i riferimenti dei predetti organismi deputati al controllo dei processi di invecchiamento, unitamente agli estremi delle autorità competenti ad assicurare il rispetto della disciplina contenuta nel regolamento. Tale disciplina richiama la legislazione già in vigore entro i nostri confini, che prevede l’obbligo per i magazzini di invecchiamento di essere sigillati da un funzionario dell’ex UTF (ora Ufficio Dogane) ed il prodotto può essere estratto solo in presenza del funzionario che attesta con apposito verbale la durata effettiva dell’invecchiamento.

L’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo rende soddisfatto il presidente dell’Istituto Nazionale Grappa, Sebastiano Caffo, che dichiara “La nostra acquavite di bandiera, la grappa ed in particolare quella invecchiata e stravecchia, ha già i requisiti richiesti dal nuovo regolamento in quanto i magazzini di invecchiamento sono già sotto il controllo dello Stato e questo rappresenta una fondamentale garanzia per il consumatore. Le nostre distillerie – continua Caffo – sono da sempre attente alla qualità ed al rispetto di una normativa che storicamente ha privilegiato oltre all’aspetto fiscale anche quello qualitativo, visto che il famoso distillato ottenuto dalla distillazione di vinacce provenienti da uve coltivate e vinificate esclusivamente in Italia, viene analizzato dai laboratori ufficiali delle Dogane che danno il via libera alla immissione in consumo, solamente se la grappa è rispondente ai requisiti stabiliti dalla legge. Queste normative, seppur stringenti, hanno contribuito a rendere unico il nostro prodotto, che oggi può vantare l’indicazione geografica di esclusiva pertinenza dell’Italia. Così come anche per quanto riguarda l’invecchiamento, le regole sono chiare e grazie a questo sono stati eliminati dal mercato i prodotti che non ne avevano i requisiti, come le finte grappe invecchiate contraddistinte da termini non regolamentati e di fantasia. Ciò è avvenuto ben prima della normativa europea attuale, grazie alla sinergia tra Assodistil e Istituto Nazionale Grappa che si sono sempre battuti per la tutela del nostro distillato di bandiera”.